Rauf: «Grazie Roseto, ci rivedremo presto»

Il campione americano è ripartito per gli Usa: «Tornare qui per me è stata una grande felicità»
ROSETO. E’ ripartito ieri per l’America Mahmoud Abdul Rauf, il campione che nella stagione di serie A 2004/2005 fu capace di grandi imprese, legando il suo nome al Roseto più forte di sempre. Un legame che ha raggiunto l’apice venerdì scorso, quando la sua maglia numero 5 è stata ufficialmente ritirata, e resterà quindi, per sempre sua. «Una dimostrazione di affetto incredibile per me», racconta l’ex stella Nba, «tornare a Roseto è stata una grande felicità. Non dimentico il grande supporto che i rosetani mi hanno dato, quando nei mesi scorsi mio figlio Ammar ha dovuto lottare contro il cancro, fortunatamente vincendo questa battaglia».
A Roseto oltre alla “Sharks night”, è stato protagonista di diversi incontri, sempre gremiti di pubblico, dove l’affetto per questo giocatore è stato tangibile. «Riabbracciare vecchi amici dopo tanto tempo è stato un tuffo in quel passato di cui sono davvero orgoglioso», racconta Rauf. «Ho avuto tante esperienze all’estero, Turchia, Russia, Grecia, Giappone, ma quello che ho vissuto qui è stato davvero speciale, unico». Di stanza vicino ad Atlanta in Georgia, Abdul Rauf adesso fa il personal trainer per i giocatori di pallacanestro: «Viaggio molto per questo, ma lo faccio con grande orgoglio; in America c’è una tradizione per cui i giovani giocatori spesso fanno dei clinic “uno contro uno” con gli ex giocatori, alla ricerca di quelle sfumature che possano aiutarli a migliorare.Ultimamente per esempio sono stato alle Bahamas per lavorare sul primo passo insieme a Ben Gordon, guardia degli Orlando Magic in Nba, ma lo faccio anche per tante giovani promesse, che spero di aiutare con la mia guida».
A Roseto si è rimesso in contatto con Neven Spahja, che era il suo coach a Roseto dieci anni fa, e che adesso vive a due passi da lui essendo il vice allenatore agli Atlanta Hawks. «Veramente il mio più grande stupore è stato sapere che c’è questo giovane rosetano, Gianluca Ginoble, che con il suo gruppo è una star in America, dove ha cantato con un mito come Barbra Streisand!», ride divertito. «E poi qualcuno si stupisce del perché questo posto sia così particolare e nel mio cuore. Con Neven ci siamo risentiti con grande piacere, e di sicuro ci incontreremo al mio rientro in città. Mi piace ricordare che proprio quell’anno, chiacchierando con lui una sera da soli al PalaMaggetti mentre tiravo, ritoccai anche il mio record di tiri liberi consecutivi, arrivando a quota 322! Sono felice che stia facendo bene, mi piace la sua idea di pallacanestro, penso che coach come lui e Messina stiano portando idee nuove nel mondo Nba».
Finiscono i giorni rosetani, è tempo di ripartire: «Porterò nel cuore tante immagini bellissime, siamo stati con i ragazzi di Dimensione Volontario, nelle scuole, e al PalaMaggetti. Ci siamo divertiti, commossi, fatto tantissime fotografie e tantissime cene deliziose. Tutti ottimi motivi per ritornare, speriamo senza aspettare di nuovo dieci anni».
Marco Rapone
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