Real, c’è aria di rivoluzione

Ronaldo vuole andare via, Bale anche. Zidane: «Lascio, serve una svolta»
MADRID. «Una bomba nello spogliatoio del Real Madrid». Al di là delle forzature di certi titoli, si può veramente dire che l'addio al Real Madrid di Zinedine Zidane ha un effetto dirompente sul club 13 volte campione d'Europa. Nessuno se lo aspettava, tanto meno Florentino Perez che ha detto di essere stato «colto totalmente di sorpresa».
Ma il fatto è che Zizou, e lo ha detto con molta onestà, sente di non avere più stimoli in un club, diventato quello della sua vita, in cui ha vinto tutto, da calciatore e da tecnico. «Ma questo è un club con tanta storia e molto esigente», ha spiegato dopo aver fatto l'annuncio choc, «e lo sono altrettanto i tifosi». Così per continuare a vincere c'è bisogno di un cambiamento. «La squadra per continuare a vincere ha bisogno di qualcosa di nuovo», è la teoria di Zizou, «e io, invece, cos'altro posso chiedere a questi giocatori che con me hanno fatto così tanto?».
Certe riflessioni Zidane le aveva fatte da tempo, «perché c'è stato un momento spettacolare, quando abbiamo vinto la terza Champions di seguito, ma anche quelli difficili, che ti fanno pensare. È un momento strano, ma questa decisione dovevo prenderla adesso perché è meglio per tutti. Questa squadra deve continuare a vincere, e per farlo c'è bisogno di un cambiamento. È un momento di “esaurimento”, di qualcosa che, anche nella mia testa, si è chiuso». Se poi dal Real dovessero andarsene anche Cristiano Ronaldo e Bale, allora si tratterebbe di un vero e proprio sconvolgimento, ma su questo versante Perez sembra deciso a non cedere, forte del contratto che vincola l'asso portoghese al club. Zidane non ha chiuso la porta, «perché questo potrebbe essere un arrivederci, e questo sarà sempre il club della mia vita. Se ho già un'altra squadra? No, e non ne cerco una (potrebbe prendere l’incarico di ct della Francia dopo i Mondiali, ndr)».
«Gli dico che ci rivedremo», ha replicato Perez, «e se ha bisogno di una pausa è giusto che se la prenda». L'altra persona, oltre a Perez, alla quale Zidane, prima di andare in conferenza stampa aveva comunicato la sua decisione di andarsene, è stato il capitano Sergio Ramos. «Ho parlato con lui», ha spiegato Zidane, «per dirgli cosa stava succedendo. Ho giocato con lui e abbiamo vissuto tante cose ed esperienze insieme. Lui mi ha capito e mi ha augurato buona fortuna». Intanto a Madrid è già partito il toto allenatore. Florentino Perez non ha mai nascosto di avere una predilezione per Mauricio Pochettino («prima o poi allenerà il Real», ha detto tempo fa il presidente), ma l'argentino con origini piemontesi ha da poco rinnovato con il Tottenham fino al 2023. C'è chi dice che l'accordo contenga una clausola che gli consente di liberarsi in caso di una chiamata proprio dal Real, e nei prossimi giorni si capirà se sia davvero così.
Seconda pista quella che porta ad Antonio Conte; la terza, da tenere in considerazione, è la soluzione interna: Guti o Solari, stelle del Real che fu. Così come avvenne nel gennaio del 2016 quando Zidane prese il posto di Benitez.

