Realini brilla e sogna la maglia rosa

21 Luglio 2021

La 20enne pescarese undicesima al Giro d’Italia: «Emozione unica» 

PESCARA. Quando Gaia Realini diventerà grande e leggerà il libro dei suoi ricordi più belli, il 2021 sarà uno dei capitoli preferiti di quel libro perché è l’anno della consacrazione nell’elite del ciclismo italiano e non solo. Oggi Gaia è una ragazza di 20 anni, corre per il team Isolmant di Giovanni Fidanza, e in pochi mesi ha scalato le gerarchie. Tra campionato italiano e Giro d’Italia si è fatta conoscere e ha spaventato le big del mondo delle due ruote.
Con un sorriso timido che però non riesce a nascondere la grande soddisfazione per quanto ottenuto in questa stagione, Gaia si racconta al Centro partendo da quella che è stata la sua prima gara. «Avevo 7 anni, eravamo ad Orvieto. Ricordo che ero partita a tutta, ma dopo pochi chilometri vedendo mio padre sul ciglio della strada mi sono fatta prendere dall’emozione e sono scoppiata a piangere». Oggi probabilmente è stato papà Giacinto a piangere, ma per la gioia visti i risultati della sua Gaia in questa stagione. «Diciamo che stata un po’ una scoperta anche per me, non mi aspettavo tutto questo. Ai campionati italiani di Lecce sono riuscita a conquistare un nono posto tra le élite e dopo due settimane ho preso parte alla mia prima corsa rosa».
Il Giro d’Italia ovvero il sogno di tutti i ciclisti. «Anche lì non mi aspettavo nulla di quello che sono riuscita a fare anche perché sono piccola ed ancora con poca esperienza a questi livelli, ma soprattutto perché mi sono dovuta confrontare con atlete di primissimo piano a livello internazionale, cosa che non avevo mai fatto prima». A Prato Nevoso però con l’arrivo in salita hai chiuso sesta. Risultato importantissimo. «Quando è iniziata la salita sono riuscita a rimanere lì con il primo gruppo e non facevo altro che guardami intorno. Non ci credevo nemmeno io e alla fine ho conquistato quel risultato».
Aggiungiamo noi alle spalle di campionesse come Anna Van Der Breggen e Marta Cavalli. È stato forse il giorno del definitivo step. Un salto di qualità costruito con il suo coach Francesco Masciarelli che per Gaia è insostituibile. «È una persona che stimo tantissimo, mi dà consigli su tutto e mi segue nei minimi dettagli». Prima di salutare Gaia gli pronunciamo quella che per un ciclista italiano è la parola magica: maglia rosa. «Penso sia il sogno di ogni ragazza che prenda parte al Giro. Io mi ricordo che quando ero piccola e vedevo le gare femminili in tv mi chiedevo se un giorno anche io avessi potuto gareggiare lì con loro. Ed oggi che ho avuto l’opportunità di farlo non posso che essere contenta».
Gaia Realini salta in sella alla sua bici e va ad allenarsi dopo aver preso istruzioni da coach Francesco Masciarelli. «Era una ragazzina che si divertiva ma super tenace. Aveva già qualcosa in più delle altre, primeggiava nelle categorie giovanili e la dovevo tenere a freno». Con Masciarelli analizziamo il 2021. «Abbiamo iniziato una programmazione più specifica e i risultati si sono visti. A cominciare dalla stagione di cross. Poi il debutto alle Strade bianche e un paio di mesi di lavoro per l’italiano e per il Giro. Me l’aspettavo? Sono sincero, sì. Ci ho sempre creduto».
Se parliamo di Prato Nevoso e dell’ottimo sesto posto pensiamo ad un Francesco Masciarelli contento. E invece il coach di Gaia Realini ha il volto scuro. «Soddisfatto? Mica tanto. Mi aspettavo di più. L’undicesimo posto nella generale di sicuro è positivo, però un po’ di amarezza in bocca me la lascia». Adesso riposo, sperando nella convocazione per l’Europeo under 23. E per la maglia rosa il coach fissa l’obiettivo. «Tra 3 anni potrebbe coronare il suo sogno». Parola di Francesco Masciarelli, uno che in salita mise dietro Alejandro Valverde al Mediterreanno 2010. E l’Abruzzo, che aspetta Giulio Ciccone e Marta Bastianelli alle Olimpiadi di Tokyo, si tiene stretta la sua nuova stella.
Enrico Giancarli