Rebonato: io punto tutto su Melchiorri

L’ex bomber rivive la prodezza del 1987 al Dall’Ara
PESCARA. Una sola volta, ma l’impresa è già stata centrata. Da allora sono passati più di 28 anni, ma l’immagine di quel gol spettacolare di Stefano Rebonato a Bologna rimane una delle fotografie più belle della storia calcistica pescarese. Era l’1 febbraio 1987 e i biancazzurri di Giovanni Galeone con l’exploit al Dall’Ara ribadirono a tutte le pretendenti le loro intenzioni bellicose. La stagione si concluse con il ritorno in serie A e una tappa fondamentale fu proprio il blitz in terra emiliana che a distanza di 28 anni resta l’unico successo del Delfino sul campo del Bologna. «Ricordo», racconta Stefano Rebonato, «un lungo lancio dalla retrovie di Ciarlantini sul quale si avventò Ronzani. Quest’ultimo fece uno stop pazzesco, forse fu l’unica volta che lo vidi compiere un gesto tecnico così difficile. Poi Ronzani mise il pallone sul primo palo e io riuscii ad anticipare Villa, il capitano rossoblù. Calciai forte di prima intenzione e la palla si infilò sotto la traversa. Mi girai e vidi un muro biancazzurro: c’erano migliaia di tifosi, così andai ad esultare sotto la curva».
L’emozione di Rebo-gol, come veniva chiamato a quei tempi, è la stessa dei pescaresi. Tutti, direttamente o indirettamente, a prescindere dall’anagrafe ricordano quella prodezza. Alla fine Rebonato realizzò 21 gol vincendo la classifica dei marcatori. La speranza è che oggi sia il turno di Federico Melchiorri. «È fortissimo», dice l’ex attaccante biancazzurro, «sono convinto che potrà creare grandi problemi alla difesa del Bologna. Dal centrocampo in su il Pescara è la squadra più temibile, ma da quando è arrivato Massimo Oddo ho notato palesi miglioramenti anche nella fase difensiva». Vive a Verona da tanti anni, ma continua a seguire i biancazzurri. «Sono tifosissimo, le ho viste quasi tutte. Il Pescara gioca meglio fuori casa. Se è stato capace di espugnare Perugia, pareggiare a Vicenza e battere il Carpi in trasferta non vedo perché non possa vincere a Bologna».
Per fare il colpaccio occorre evitare alcuni errori. «Bisogna trovare una via di mezzo. I ragazzi non devono essere presuntuosi, ma allo stesso tempo non far capire agli avversari di avere timore. Il mio consiglio è di scendere in campo consapevoli della propria forza perché il Bologna ha dei limiti strutturali. È una squadra lenta che pratica un calcio prevedibile, però può fare affidamento sulle capacità dei singoli, soprattutto in attacco: Cacia e Acquafresca possono fare male in qualsiasi momento. Concentrazione e convinzione sono le armi più efficaci in partite di questo tipo».
Eppure, ai felsinei basterà un pareggio per centrare la promozione. «È un'arma a doppio taglio. Da un lato può rassicurarti, dall’altro è stimolante per la squadra avversaria, in questo caso il Pescara, che non ha niente da perdere. Avere la mente più libera potrebbe essere un vantaggio».
L’assenza di Bjarnason penalizza i biancazzurri, ma fino a un certo punto. «Mi piace l’islandese, però Oddo ha tante frecce a disposizione. Oltre a Melchiorri, ci sono Politano, Caprari e Pasquato, tutti in grado di fare la differenza. E non dimentichiamo che c’è Sansovini pronto a subentrare. Ha esperienza da vendere, uno come lui può essere letale».
Giovanni Tontodonati
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