Reggio Emilia vuole il pivot Sherrod, Roseto per ora resiste

Il club biancazzurro vorrebbe tenersi il lungo americano per continuare a inseguire il traguardo dei play off
ROSETO. Quando mancano cinque giornate alla fine del campionato - e Roseto sta preparando la prossima gara in casa contro l’Assigeco Piacenza alla ricerca di una vittoria che regalerebbe la salvezza matematica lanciando gli Squali verso i play off - è arrivata di colpo ieri una voce di mercato: si dice infatti che Reggio Emilia, oggi ultima in serie A con 10 punti in classifica insieme a Pistoia, abbia messo gli occhi sull’americano Brandon Sherrod, pivot tascabile che porta alla causa biancazzurra oltre 15 punti ed 8 rimbalzi di media per gara. La mossa, guardandola dal punto di vista dei reggiani, potrebbe anche avere un senso visto che solo qualche giorno fa ci avevano provato anche con quelli di Montegranaro, obiettivo il lungo Jeremy Simmons. Una trattativa su cui le società avevano anche trovato un accordo, ma che poi non deve aver convinto l’entourage del giocatore che alla fine ha deciso di proseguire la sua avventura in A2; un po’ com’era successo a Roseto un mesetto fa, quando Verona provò a prendersi Wesley Person jr. con l'americano a rifiutare la più che buona offerta economica, probabilmente indirizzato in tal senso sia dal club che dal suo agente americano. La sensazione è che questo rumors possa esser destinato a rimanere tale: in fondo la proposta di Reggio Emilia, qualora diventasse ufficiale, sembra comunque tecnicamente poco appetibile, visto che la squadra arriva da una sconfitta di 32 punti per mano di Avellino nonostante l’avvicendamento avvenuto in panchina tra Cagnardi e Pillastrini, un brutto segno per una squadra avvolta da una spirale negativa lunga 8 giornate. Insomma, potrebbe solo essere una questione di soldi. E infatti non dimentichiamo che ci sarebbero da convincere gli Sharks, che in questo momento della stagione hanno la squadra a caccia di un sogno chiamato play off: una cosa impensabile ad agosto scorso quando ci fu il primo raduno e gli Squali venivano da quasi tutti pronosticati tra le squadre più a rischio retrocessione. Il club, ovviamente, non ha preso posizioni ufficiali in merito, ma l’impressione che traspare è che non ci sia nessuna voglia di rompere questo giocattolo quanto piuttosto di goderselo: un interesse di mercato per i propri giocatori certifica di fatto la bontà delle scelte tecniche fin qui compiute dal club che potrebbe economicamente consolarsi con quegli incassi extra budget che arriverebbero centrando i playoff. Senza dimenticare che rimanere agganciati a quel treno rinforzerebbe la bontà di un progetto che sta dimostrando la sua validità tecnica e permetterebbe, guardando già alla prossima stagione sportiva, di render più semplici le future trattative per i senior italiani.
Marco Rapone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

