Reja: giusto partire dal lavoro di Conte

7 Luglio 2016

L’ex tecnico dell’Atalanta: «La difesa è ancora ok, poi serve Bonaventura»

«Antonio Conte ha dato un’impostazione alla Nazionale tracciando un solco sul quale costruire l’Italia che affronterà le qualificazioni e il prossimo Mondiale. Intensità e spirito di gruppo sono le basi sulle quali costruire il futuro». Edy Reja, settant’anni, da Lucinico in provincia di Gorizia, di calcio ne ha visto. Dopo aver portato in salvo per due anni consecutivi l’Atalanta ora si gode una vacanza che non assaporava da decenni. Una vacanza a osservare, da tecnico navigato e da appassionato di calcio, le vicende della Nazionale all’Europeo francese. «Può sembrare un paradosso - dice l’allenatore - ma il lavoro di Conte si è visto proprio nella partita persa ai rigori contro la Germania. La difesa ha quasi azzerato il forte attacco tedesco, il centrocampo in interdizione ha retto. Sono mancate le ripartenze, ma la squadra ha dimostrato grande organizzazione di gioco. Poi ai rigori succede quel che succede...».

Ma per il futuro azzurro forse serve un ricambio generazionale.

«Per me la rosa è ancora valida - continua Reja - Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini sono gli attori di una delle difese più forti del mondo. Piuttosto serve allevare dei giovani che possano essere pronti tra due anni. E in un campionato dove le squadre top fanno giocare solo stranieri il ricambio è difficoltoso».

Lei ha più volte affrontato le squadre di Ventura.

«Anche lui come Conte è un’integralista - dice Reja - Gioca con tre dietro e con cinque a centrocampo con due esterni. È la miglior scelta per dare continuità al progetto azzurro. L’innesto a centrocampo degli infortunati Verratti e Marchisio farà lievitare la qualità dell’Italia».

Ma il nuovo commissario tecnico dovrà anche innestare qualche nuovo giocatore.

«Questo Europeo ha consacrato la qualità di De Sciglio che nel Milan ha giocato poco. È stato la grande sopresa anche perché contro la Germania si è trovato ad affrontare giocatori di livello mondiale. Pellé ha fatto benissimo come punta centrale ma sono sicuro che Ventura darà più spazio a Immobile. Lo conosce bene e lo stima».

Insigne è stato sottoutilizzato.

«Ma in quel modulo non può che fare il guastatore in una parte di gara. Il giocatore del Napoli è perfetto per il 4-3-3 e Ventura talvolta potrebbe utilizzare questo sistema».

Secondo lei ci sono dei giocatori che meritano di entrare nel giro della Nazionale?

«Pavoletti è un vero centravanti che va tenuto in considerazione. Ma io credo che Ventura debba dare spazio a Bonaventura. Salta l’uomo, vede il gioco e segna. Può giocare mezz’ala sinistra o dietro le punte. È uno dei nostri calciatori più interessanti».

E per quanto riguarda i più giovani?

«È necessario lavorare meglio sul vivaio. In questo anno e mezzo a Bergamo ho visto come fa l’Atalanta. Ci sono già due-tre giocatori del ’99 che avranno un futuro ad alto livello. La Federazione si sta muovendo. Servono i centri federali regionali dove insegnare cultura e tecnica calcistica ai giovani con bravi istruttori. Germania, Svizzera e Belgio hanno fatto così. Ora tocca all’Italia».

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