Repetto: «Finale amaro, siamo pronti per ripartire»

11 Giugno 2015

Il direttore generale: «Meritavamo la serie A, sono orgoglioso di questa squadra» Si lavora alla prossima stagione: parleremo con Oddo, poi penseremo al mercato

PESCARA. Il day-after è intriso di sentimenti contrastanti. Si parlerà a lungo di quello che è successo martedì a Bologna. Sarà impossibile dimenticare un’eliminazione così bruciante, così come resterà indelebile la prestazione eroica dei biancazzurri. Il dg Giorgio Repetto accetta l’epilogo senza fare tante storie. Il direttore generale del Delfino guarda il lato positivo, ma c’è un fatto che proprio non gli va giù.

Repetto, è ancora arrabbiato per l’uscita di scena?

«No, sono orgoglioso per le emozioni che ci hanno regalato i ragazzi. Al contrario, sono sconcertato per le parole di Romano Prodi, il quale in un’intervista ad un quotidiano nazionale ha detto che il Bologna non poteva restare in B. Cosa significa? Le squadre che hanno partecipato ai play off cosa erano? Sparring partner? Vittime sacrificali? Non accetto tali discorsi, allora è inutile impegnarsi. Dopo le frasi di Lotito su Carpi e Frosinone mi tocca sentire quelle di Prodi. Questi ragionamenti tolgono magia al calcio, la possibilità che Davide batta Golia, relegandolo a strumento al servizio degli imprenditori più facoltosi e delle grandi città. Condividere il pensiero dell’ex presidente del Consiglio significa cancellare i miracoli sportivi che rendono il calcio un mondo meraviglioso».

In ogni caso, la doppia finale ha premiato la squadra di Delio Rossi.

«Merito al Bologna che è riuscito a tornare subito in serie A, ma il Pescara ha dimostrato di essere superiore. Ci dispiace soprattutto per i tanti tifosi che nelle ultime settimane si sono avvicinati sempre di più alla squadra. Il nostro successo più importante è quello di aver riportato tanta gente allo stadio».

Cosa è mancato per raggiungere l’obiettivo?

«Un pizzico di fortuna. Non possiamo rimproverare nulla ai ragazzi che hanno dato tutto fino all’ultimo secondo. Avrebbero meritato la promozione».

Cosa le resta dopo un’annata così?

«La consapevolezza di aver svolto un buon lavoro. La società ha fatto il massimo per allestire un organico che potesse lottare per un traguardo prestigioso. Nel corso del campionato ci sono state tante difficoltà, ma il gruppo ha sempre reagito e alla fine credo che tutti abbiano constatato l’alta competitività della squadra».

Ha mai pensato che nella stagione regolare il rendimento avrebbe dovuto essere migliore?

«Non ho dimenticato i problemi che hanno condizionato il nostro cammino. All’inizio, sotto la guida di Marco Baroni, abbiamo faticato parecchio, ma poi la squadra ha superato le difficoltà inanellando buoni risultati. Anche in periodi delicati ci siamo rialzati mostrando una grande forza d’animo».

Però il salto di qualità c’è stato con l’avvento di Massimo Oddo.

«Ha svolto un lavoro eccellente. Insieme al suo staff, composto da giovani con ampie conoscenze calcistiche, è riuscito a tirare fuori il meglio da tutti i calciatori. A loro bisogna fare soltanto i complimenti».

Smaltita la delusione, il pensiero è già rivolto alla prossima stagione. Su quali certezze ripartirà il Pescara?

«Innanzitutto incontreremo Oddo per parlare del futuro. La priorità è la guida tecnica, poi penseremo al mercato».

Giovanni Tontodonati

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