Repetto: Pescara cresce, è capace di tutto

Il dg pensa positivo: «Superate le difficoltà, ora inizia il bello, anche se il calendario ci riserva gli scontri diretti fuori casa
PESCARA. Il settimo posto in classifica nel campionato di serie B e i 10 punti di vantaggio sulla quintultima consentono al Pescara di alzare l’asticella. Ad inizio stagione, Giorgio Repetto parlava di salvezza, ma ora ha molte più certezze.
Per scaramanzia, il direttore generale biancazzurro non nomina la parola play off, però dal suo tono si avverte tanto ottimismo.
Repetto, dopo una lunga rincorsa la squadra è in zona-spareggi. Siete pronti per giocarvi le vostre chance?
«Speriamo di proseguire questo trend positivo. Abbiamo rifondato l’organico, perciò c’è stata qualche difficoltà all’inizio. Nelle prime 6 gare abbiamo collezionato 3 punti, nelle 24 successive ben 40, quasi 1,70 punti a partita, un rendimento soddisfacente. Non so dove arriveremo, ma so che i ragazzi hanno acquisito la necessaria convinzione per lottare alla pari con tutte».
È questo il momento cruciale?
«Sì. Intanto siamo usciti bene dai tre impegni ravvicinati. Ora inizia il bello, anche se il calendario non è un nostro alleato. Abbiamo tutti gli scontri diretti fuori casa: dopo Carpi, Spezia, Frosinone, Lanciano e Avellino».
Eppure, fino a pochi giorni fa, il Pescara si esprimeva meglio in trasferta.
«Prima delle gare contro Catania, Crotone e Vicenza il nostro rendimento in casa era pessimo, ora abbiamo rimesso le cose a posto, ma sono vietati i cali di tensione».
Marco Baroni ha dimostrato di saper incassare le critiche. È stato davvero in bilico?
«Quando le cose vanno male siamo tutti sotto esame, ma vi posso garantire che la società non ha mai contattato altri tecnici. È un buon allenatore e una brava persona. Ha il merito di aver tenuto in pugno il gruppo: ora c’è disciplina e tutti si impegnano al massimo».
Contro il Vicenza nel finale è sfumata la quarta vittoria di fila. È ancora amareggiato?
«No, è chiaro che quando becchi gol alla fine ci resti un po’ male. Tuttavia, sono contento perché abbiamo messo sotto una squadra in grande forma. Siamo stati superficiali, ma nel calcio può accadere. Anche noi abbiamo segnato spesso alla fine».
51 gol fatti, 40 subìti. Sembrano numeri zemaniani, invece sono di Marco Baroni che ha un’etichetta di difensivista. Come si spiegano?
«Tutto dipende dalla rosa. L’anno scorso a Lanciano subiva e segnava poco, oggi accade il contrario. Il Pescara si scopre di più ed è inevitabile concedere qualcosa agli avversari. Anche il calcio di Fabrizio Castori viene considerato prudente, ma il Carpi ha la migliore difesa e il secondo attacco più prolifico».
Melchiorri-Sansovini: è questa la coppia d’attacco migliore del Pescara?
«Sono due ottimi calciatori e per fortuna hanno trovato subito l’intesa. Però anche Caprari, Pasquato e Pettinari sono elementi validissimi».
È sorpreso dall’exploit del “sindaco”?
«No, ha sempre fatto tanti gol. Non lo abbiamo preso perché è amato dalla piazza. Crediamo nelle sue qualità, sia tecniche che umane, e lo stesso discorso vale per Gessa. Ci daranno un grande aiuto fino alla fine, ne sono convinto».
Dunque, Riccardo Maniero è dimenticato?
«Il mio motto è una frase di Andrea Pazienza: “mai tornare indietro, neanche per prendere la rincorsa».
Un pronostico per la gara di sabato a Carpi?
«Giocheremo a viso aperto. Speriamo di fare risultato, anche se auguro la A agli emiliani. Castori se lo merita, ha vinto in tutte le categorie».
Chi andrà in A?
«Non parlo di Pescara e Lanciano. Dico Carpi, Bologna e una tra Avellino e Vicenza».
Giovanni Tontodonati
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