Ribaltone Pescara: vittoria di carattere

4 Aprile 2019

Il ritorno al successo dopo un mese frutta il 4° posto insieme al Verona  Palermo sembra padrone del campo, ma nel finale decide Scognamiglio

PESCARA. È una notte da leoni quella del Pescara. Che torna al successo dopo poco più di un mese e sale al quarto posto in classifica al fianco del Verona. Che notte all’Adriatico-Cornacchia, accade di tutto. Novanta e più minuti in cui gli stati d’animo hanno il ritmo delle montagne russe. Dal frullatore di emozioni esce vincitrice la squadra che più ci crede anche quando sembrava spacciata, ormai alle corde. Sono tre punti d’oro quelli conquistati contro un Palermo che nel primo tempo sembra padrone del campo. La forza della resilienza permette alla squadra di Pillon di rialzare la testa dopo aver conquistato un punto in tre partite. Gara ricca di emozioni, tutta da gustare. Il Pescara l’affronta con il 3-5-2 anziché il 4-3-3 ipotizzato alla vigilia. Rientrano i terzini Balzano e Del Grosso, oltre al centravanti Monachello. La partenza è buona e al 6’ sono i due esterni a piegare il Palermo. Cross dalla destra di Balzano e dall’altra parte arriva Cristiano Del Grosso che in diagonale trafigge Pomini. Sembra il prologo a una serata in discesa per i colori biancazzurri. Impressione quantomai errata, perché il Palermo reagisce in maniera rabbiosa e, nonostante le assenze, mette sotto il Pescara. Superiore in tutto: corsa, prestanza fisica e tecnica. È un monologo pregno di fisicità e intensità. Fiorillo salva il salvabile nel tiro al bersaglio azionato dai siciliani. Il portiere para quel che può, ma al 15’ Moreo di destro dal limite gonfia la rete. Lo stesso fa Pirrello, al 38’, sugli sviluppi di un angolo. Altre occasioni da rete per il Palermo. Il Pescara sembra un pugile alle corde e se fosse un incontro di boxe ci sarebbe il lancio della spugna per evitare il peggio, a sottolineare la manifesta superiorità. Sta di fatto che i biancazzurri riescono a tornare negli spogliatoi ancora in partita. Che cambia nella ripresa, perché il Palermo aziona la modalità gestione dopo la sfuriata della prima frazione di gioco. Pillon cambia qualcosa, ma il Delfino sembra fare solo solletico ai rosanero. La gara appare indirizzata, serve qualcosa di straordinario per modificarla. Il coniglio dal cilindro lo tira fuori Memushaj al 13’. Sulla ribattuta della difesa, l’albanese prende palla e di destra la calcia all’incrocio scuotendo lo stadio. Sul 2-2 la reazione del Palermo produce palle gol, con Moreo e Jajalo, ma il risultato non cambia. Nemmeno al 35’ quando Gravillon liscia e lascia Moreo solo davanti al portiere. L’ex teramano, però, grazia il Pescara, calciando di poco a lato. Ed è la svolta, perché poi entra Sottil e il Pescara passa al 4-3-3 con Del Sole e Sottil esterni e Mancuso centravanti. Moreo perdona, non Scognamiglio che, di testa, al 41’, su angolo di Sottil, fissa il risultato sul 3-2, impossibile da prevedere alla fine del primo tempo. Dall’inferno al paradiso, una notte magica a tinte biancazzurre. Play off ormai virtualmente acquisiti, adesso la squadra di Pillon deve giocare per consolidare la migliore posizione possibile in vista degli spareggi. A partire da domenica (ore 15) ad Ascoli.
Nel frattempo, più che dell’impresa con il Palermo si parlerà degli “ordini” impartiti dal presidente Sebastiani a Pillon nel dopo partita. Vuole il Pescara con il 4-3-3 con Bruno centrale davanti alla difesa e Del Sole in campo dall’inizio. Così parla Sebastiani nella notte in cui i biancazzurri battono il Palermo, indicato da tutti per mesi quale grande favorita per la promozione in A. Ora bisognerà vedere come reagirà il tecnico che, in un anno in riva all’Adriatico, ha più volte schivato gli affondi del presidente. Questa volta, però, è perentorio e duro, proprio in concomitanza con il rush finale. Dire che tra il Pescara e Pillon non ci sarà alcun futuro a fine stagione è un eufemismo; probabilmente il matrimonio era virtualmente rotto anche ieri sera, alla fine del primo tempo. Ma Pillon ha la pelle dura, proprio come il Pescara.
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