Ribery-Ronaldo, gran duello a Firenze

Juve, Napoli e Inter anticipano in vista delle partite di Champions della prossima settimana. Mandzukic verso il divorzio
ROMA. Cristiano Ronaldo contro Ribery da una parte per Fiorentina-Juventus, Antonio Conte con tutti i suoi nuovi assi (Godin, Sanchez, Lukaku, Sensi e Barella) dall'altra per Inter-Udinese: la serie A riparte oggi con sfide di cartello (il terzo anticipo è Napoli-Sampdoria) e a pochi giorni dall'avvio dei primi turni Champions. Il big-match sarà al Franchi di Firenze (ore 15) dove, dopo 16 mesi – allora c'era di mezzo una semifinale Champions – Cristiano Ronaldo e Franck Ribery, 70 anni e 56 titoli in due, tornano ad annusarsi da avversari nel clou del terzo turno di A, dopo la sosta delle nazionali. Sarà una giornata che dovrà confermare le posizioni di leader di Inter e Toro, la voglia di ripartenza di Napoli, Atalanta e Milan (una vittoria e una sconfitta), della Roma attardata da due pari, l'obbligo di riscatto di viola e Sampdoria a zero punti e con Montella e Di Francesco già in discussione. Da valutare la voglia di riscattarsi di Koulibaly, Piatek, Chiesa, De Ligt e Dybala, la disponibilità dei nuovi Sanchez, Mkthitarian, Smalling, Verdi, Rebic, Darmian e Rigoni, mentre sono chiamati a confermare lo stato di grazia Ronaldo, Lautaro, Belotti, Berardi, Lukaku. Fiorentina-Juve è una trappola tra tifoserie che si detestano, con la curiosa sfida polacca in porta tra Dragowski e Szczesny e un pronostico obbligato ma non scontato. I giovani viola scalpitano, Chiesa cerca di riprendersi la scena ma Higuain e Ronaldo possono vincere la gara da soli davanti a Sarri, in panchina dopo la polmonite. «Ora è tutto alle spalle», le parole del tecnico. «Non è stato semplice rimanere fuori, per un tecnico allenare e andare in panchina è la vita. È stato pesante, ma lo staff medico mi ha fatto capire che era meglio fare un passo indietro prima piuttosto che farlo più lungo dopo», spiega Sarri che carica la nuova Juve: «Non ho mai pensato che le vittorie della Juve fossero figlie di aiuti, ma che era la squadra più forte. Vince per la mentalità feroce». A casa Mandzukic, non convocato, che sta trattando il divorzio dalla Juve.
Pienone al Meazza per l'Inter di Conte che cerca il tris con l'Udinese spinto dal poderoso Lukaku e dalla coppia azzurra Sensi-Barella. «Ci aspettano 7 partite in 23 giorni molto impegnative», ha presentato la giornata il tecnico nerazzurro. «Ma sono convinto, visto che c'è la possibilità di giocare, che scopriremo a che punto siamo con tutti i giocatori della rosa». Il Toro vuole continuare a sognare immettendo Verdi al fianco del tonico Belotti: poche chance per il Lecce nel posticipo di lunedì. Ancelotti ringhia per le condizioni degli spogliatoi del San Paolo ma il Napoli ha la rabbia giusta per abbattere la claudicante Samp di Di Francesco (destinato a cambiare il suo dogma tattico 4-3-3), nonostante il turnover in vista del Liverpool. Giampaolo spera nel risveglio di Piatek, aiutato da Rebic per superare le insidie della 'fatal' Verona per un Milan convalescente protetto da un Donnarumma in forma. Fonseca presenta Smalling, Veretout e l'atteso Mkhitaryan in coppia con Dzeko per lanciare al primo successo la Roma contro un Sassuolo pimpante col goleador Berardi e l'ex Defrel. Più sicura di sè, la Lazio cerca di raddrizzare la mira (dopo i 4 pali nel derby) per vincere a Ferrara nel derby di Lazzari e ritagliarsi un ruolo da protagonista. Come l'Atalanta che teme il batticuore per la Champions e non può distrarsi in casa del Genoa di Schone. Mihajlovic torna a curarsi, ma il suo Bologna è in forma e vuole dimostrarlo nell'interessante sfida di Brescia.
Un'altra contesa piena di spunti è Parma-Cagliari coi sardi a rilento e senza Nainggolan, nonostante un super mercato. Gli emiliani di Gervinho e Darmian però possono far male e contribuire a un'altra giornata di emozioni dopo le scoppiettanti 65 reti del primi due turni.
Angelo Caradonna

