Rispunta la Superlega: ecco il nuovo progetto allargato a 60 squadre

11 Febbraio 2023

ROMA. Il ritorno della Superlega. Corretto in corsa, ma pur sempre Superlega. Magari spiegata meglio , cercando di fugare ogni dubbio sulla meritocrazia dell’accesso alle competizioni. In attesa...

ROMA. Il ritorno della Superlega. Corretto in corsa, ma pur sempre Superlega. Magari spiegata meglio , cercando di fugare ogni dubbio sulla meritocrazia dell’accesso alle competizioni. In attesa della sentenza della corte di giustizia europea - che potrebbe pronunciarsi nel prossimo mese di marzo - e che si esprimerà sul ruolo egemone o no della Uefa e della Fifa, la A22 Sports Management (la società che promuove una competizione alternativa alla Champions League, per conto di Juventus, Real Madrid e Barcellona) - con il suo Ceo Bernd Reichart (tedesco) - dallo scorso ottobre si è confrontata con quasi 50 club europei e ha pubblicato un decalogo che mostra i nuovi pilastri della Superlega.
Alcuni molto diversi da quel primo progetto dell’aprile 2021 che provocò una reazione sdegnata del popolo del pallone.
Si tratterebbe di un campionato di calcio europeo come una competizione aperta e con più divisioni, da 60 a 80 squadre, con promozioni e retrocessioni, senza membri permanenti, consentendo così una distribuzione sostenibile dei ricavi attraverso tutta la piramide. Insomma, una base «ampia e meritocratica» della competizione. Una qualificazione aperta basata sui risultati nazionali che - si legge- garantirebbe «accesso alla competizione ai club emergenti, mantenendo al contempo le dinamiche competitive a livello nazionale». Ovviamente il tutto condito da maggiori introiti (rispetto all’attuale Champions League) per i club che prendono parte a questa nuova versione della Superlega. E con un riconoscimento che, invece, nell’aprile 2021 mancava: l’importanza dei tornei nazionali.
Una prima risposta non si è fatta attendere: «La Super League è il lupo nella storia di Cappuccetto Rosso. Si sta camuffando da competizione aperta e meritocratica, ma sotto c'è ancora lo stesso progetto egoistico, elitario e guidato dall'avidità. Non lasciateci ingannare dalle loro storie», le parole dalla Spagna di Javier Tebas a capo della Liga. Durissimo il comunicato dell'Eca (Associazione dei club europei di calcio): «ECA prende atto dell'ultimo dispaccio dalla realtà alternativa di A22. Tuttavia, nel mondo reale, questa idea rimaneggiata è già stata proposta, discussa e completamente respinta da tutte le parti interessate nel 2019. Questo è solo un altro tentativo deliberatamente distorto e fuorviante di destabilizzare il lavoro costruttivo attualmente in corso tra le vere parti interessate del calcio per far progredire le cose nel migliore interesse generale del calcio europeo per club».
Roberto Di Candio