Rivoluzione L’Aquila, obiettivo Rotilio

Eccellenza, dopo la retrocessione l’ex tecnico della Gran Sasso potrebbe guidare i neroverdi in A. Zaffiri passa la mano?
L’AQUILA. Al Pacifici di San Donà di Piave è naufragata l'ultima speranza di salvezza per L’Aquila Rugby Club.
Gli ultimi 80’ del campionato d'Eccellenza hanno emesso un verdetto, temuto oramai da settimane, che gli aquilani speravano di sovvertire dopo il netto e meritato successo casalingo con la Lazio. A pesare come un macigno le due sconfitte negli scontri diretti con i Lyons Piacenza, decisi di misura con episodi sfavorevoli. Un finale di stagione che, dopo la retrocessione, porterà a tanti inevitabili cambiamenti.
Hanno deluso i due tecnici, Ludovic Mercier e Dragos Gabriel Niculae, allenatore della mischia, che ha lascito L'Aquila per motivi personali il 5 gennaio e sostituito dal consulente Massimo Cuttitta, che presentati il 10 giugno hanno avuto il tempo per programmare al meglio la stagione, conoscendo anche la realtà aquilana per avere sostenuto uno stage di una settimana.
Per L'Aquila ancora una retrocessione con un tecnico straniero, la terza negli ultimi 10 anni. La prima nella stagione 2006/07 con Neil Loader, complice anche la sanzione per l'impiego in distinta di Bocchino contro il Gran Parma, poi è nel campionato 2012/13 con il "Director of Rugby" Andy Key, arrivato a novembre per affiancare Umberto Lorenzetti; e infine quest'anno con la coppia Mercier-Niculae. La società neroverde, che non ha confermato la fiducia allo specialista in salvezze Massimo Di Marco, che ha sempre centrato l'obbiettivo nelle stagioni difficili 2009/10, 2010/11, 2011/12 (ha lasciato la panchina a poche giornate dal termine), ma soprattutto lo scorso campionato con il doppio successo sui Cavalieri Prato, potrebbe tornare ad affidarsi a tecnici cresciuti in casa. Il nome più gettonato è quello di Pierpaolo Rotilio, che dopo l'ottimo lavoro svolto nella Gran Sasso e con la Nazionale a 13, ha però tante offerte interessanti anche da altri club.
Prevedibili tante novità nell'organico considerato che in serie A si può schierare in distinta solo un “non italiano”. La squadra quest'anno, imbattuta in precampionato contro formazioni di categoria inferiori, è stata costruita con giovani di prospettiva, ma inesperta per il massimo campionato e doveva essere rinforzata. Invece da gennaio si è indebolita con atleti che hanno fatto le valigie per vari motivi, come il terza linea Davide Ciotoli, passato alla Pro Recco, Giulio di Cesare, alla Gran Sasso, Daniel Faasen, che ha preferito un lavoro a Rovigo, il capitano Simone Matzeu, passato alla Lazio, Dario Subrizi che ha preferito smettere di giocare. Inoltre il trequarti scozzese Andrew Robb Fraiser è stato impiegato solo in due occasioni nel Trofeo d'Eccellenza, e il seconda linea Lorenzo Fiore non è mai sceso in campo per motivi di lavoro. Non è da escludere anche un rimpasto ai vertici del sodalizio aquilano, con il presidente Mauro Zaffiri che potrebbe lasciare la carica ad uno degli altri soci, come Fulvio Angelini. C'è quindi tanto da lavorare per far tornare L'Aquila tra le migliori del rugby italiano e per far rivivere agli sportivi del capoluogo d'Abruzzo i fasti del passato. Intanto il ct della Nazionale Under 20 Alessandro Troncon ha convocato per il raduno di Montichiari (Bs) in preparazione al World Rugby U.20 Championship del prossimo giugno a Manchester, gli aquilani che militano nel Calvisano: il pilone Marco Riccioni e Riccardo Raffaele e i neroverdi Marcello Angelini (centro) Nardo Casolari (terza linea).
Tommaso Cantalini
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