Rodia-gol al 93’, il Chieti è primo

I neroverdi superano il Sambuceto all’ultimo respiro e agganciano in vetta Spoltore e Capistrello
CHIETI. Vittoria e primato. Un lampo di Rodia al 93’ fa esplodere l’Angelini. Il Chieti batte il Sambuceto all’ultimo respiro e aggancia la vetta che mancava dalla seconda giornata. Un risultato che certifica la rinascita del gruppo con la gestione Lucarelli. In un mese, con l’ex Avezzano in panchina, i neroverdi hanno recuperato nove punti dal primo posto. Ora il Chieti è in vetta a pari punti con lo Spoltore e il Capistrello e scavalca il Sambuceto. È di Rodia la prodezza che vale il primato. Dopo la deludente prova di Montesilvano, l’attaccante neroverde si riscatta piegando le mani di De Deo a tempo quasi scaduto. Una vittoria sofferta, ma fondamentale per i neroverdi. Una beffa atroce per il Sambuceto, probabilmente immeritata per i viola quando ormai la partita era incanalata sullo 0-0. All’Angelini, in un terreno di gioco osceno e al limite della praticabilità, le squadre hanno faticato a costruire gioco perché le condizioni del campo non lo permettevano. Il Chieti, senza Delgado e Tato, parte forte ed è padrone del campo nei primi 20’. Ma i neroverdi sono spuntati (si sente la mancanza di un centravanti) e non sfondano, nonostante due buone occasioni capitate sui piedi di Rodia e sulla testa di Micciché. Il Sambuceto attende e gioca sulle ripartenze, sfruttando la velocità degli esterni Nardone e Criscolo che danno ampiezza e profondità. La squadra di Del Zotti esce nella ripresa e va vicina al vantaggio con Criscolo che davanti a Salvatore alza troppo la mira. Davanti, nonostante qualche spunto di Micciché, il Chieti non è incisivo e i rimbalzi anomali del pallone su un campo non idoneo rendono tutto più difficile per due squadre tecniche e abituate a giocare palla a terra. L’inerzia della partita sembra spostarsi a favore del Sambuceto che al 26’ sciupa con Lalli l’occasione del vantaggio. L’ex bomber del Chieti, premiato con una targa ricordo prima del fischio d’inizio dal dg Cristian Pollio, si fa anticipare da Marwan al momento del tiro a due passi dal portiere. Lucarelli le prova tutte, togliendo Cellucci, avanzando Calvarese e spostando Rodia al centro dell’attacco. La mossa decisiva è l’ingresso in campo di Di Marco che dà fisicità e quantità. Lo 0-0 sembra scritto, ma al 93’ Rodia tira fuori dal cilindro la prodezza che piega il Sambuceto e fa scoppiare di gioia l’Angelini. «Il boato dello stadio è stato di liberazione», dice il tecnico neroverde Lucarelli. «Ora, però, bisogna stare calmi. Complimenti al Sambuceto perché non ha rinunciato mai a giocare, cercando sempre la vittoria. Anche noi non abbiamo mai mollato e ci abbiamo sempre creduto. Ho tenuto fino alla fine tre attaccanti perché volevo vincere. Mi dispiace solo per il terreno di gioco: se il campo rimarrà in queste condizioni, chiederò alla società di giocare da un’altra parte. La mia è una squadra tecnica che, con un campo migliore, avrebbe segnato già prima senza correre rischi fino alla fine». «Il primo tempo è stato condizionato dal campo», spiega il tecnico del Sambuceto, Del Zotti. «Nella ripresa ce la siamo giocati alla grande. Peccato per il risultato».

