Rodriguez: torno per la salvezza

Gli Sharks riabbracciano la guardia: «A Cantù stavo bene, ma questa è casa mia. Aiuterò i compagni»
ROSETO. Riabbraccia gli Sharks Yancarlos Rodriguez, guardia italo dominicana che dopo l’ottima scorsa stagione in doppia cifra si era guadagnato la chiamata dalla serie A di Cantù. Una decina di giorni fa, però, l’idea della Sapori Veri di riportarlo a casa, col giocatore subito entusiasta: «In Brianza stavo bene sia dal punto di vista umano che da quello tecnico: penso di essere stato importante per il team in diverse partite confrontandomi con gente piena di esperienza di altissimo livello, cosa che mi ha migliorato come persona e giocatore ma sono uno che ha bisogno di stimoli, un agonista che adora stare in campo. E siccome è presto per fare lo specialista, è bastata una chiacchierata col gm Giacomo Rossi per prendere una decisione. Avevo voglia di tornare dove ero stato bene, ho voglia di aiutare la squadra a confermarsi in A2, categoria che Roseto merita».
Con coach D’Arcangeli è bastato uno sguardo: «Ci conosciamo da tanti anni, penso che abbiamo un rapporto speciale: abbiamo subito riso perché mentre io non mi vedevo cambiato, lui invece mi trovava diverso, ed in effetti ha ragione». E com'è questo nuovo Rodriguez? «Sul campo sono diventato molto più veloce nell'esecuzione del tiro, mentre fuori mi trovo più riflessivo, disposto ad ascoltare di più». Con il suo arrivo e con quello di Mitja Nikolic, parte la fase 3.0 degli Sharks: «Il morale dei compagni non è dei migliori, è normale quando si perde. Ma è una rabbia che dobbiamo trasformare in energia positiva. Lo so che qui si lavora tanto, con impegno e duramente, ma non basta: bisogna che ognuno di noi alzi il proprio livello individuale in modo che tutti contribuiscano alla causa, per tornare subito a vincere sul campo».
Da mercoledì a Mantova partirà un tour de force ed in 11 giorni ci si giocherà gran parte della stagione: «Sono arrivato nel momento giusto», scherza Rodriguez, «ma questo mi dà grande motivazione. Voglio però pensare ad una gara per volta: già con Mantova dobbiamo dire la nostra. Voglio portare alla squadra la mia pericolosità perimetrale e poi giocare tanto pick and roll, lavorando meglio sulle nostre spaziature».
E la serie A? «Intanto mi godo il due a zero contro i miei ex compagni Akele ed Eboua», sorride divertito, «e poi voglio dimostrare di poterci tornare presto, con le mie prestazioni in maglia Sharks».
Marco Rapone
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