Roglic è insaziabile, Ciccone sfiora il colpo

Dopo Tortoreto, il campione sloveno vince la Morro d’Oro-Sassotetto. Il teatino è secondo: «Peccato, ho dato tutto»
SARNANO SASSOTETTO (Macerata). Una delle prestazioni migliori di sempre per Giulio Ciccone. Ma con qualche rimpianto. Sul traguardo di Sassotetto vince ancora Primoz Roglic, il corridore teatino della Trek ha chiuso al secondo posto mettendosi alle spalle Gheoghegan Hart, Hindley, Kamna e Vlasov. Ma la rabbia a caldo è tanta, Ciccone con Enric Mas aveva fatto la selezione nel tratto finale della 5ª tappa della Tirreno-Adriatico, Roglic aveva perso le ruote, ma l’attesa ha giocato un brutto scherzo. Ciccone dopo il traguardo ha detto la sua: «Ero lì che aspettano il cartello dei 200 metri, non lo ho visto e da dietro sono arrivati». C’era vento fortissimo a Sassotetto, per tutelare proprio i corridori non sono stati posizionati i soliti cartelli che indicano la distanza del traguardo e Ciccone è stato ingannato. Poteva essere una vittoria prestigiosa ma arrivare secondo dietro Roglic vale come un successo. Ciccone lo sa e a mente fredda lo ha sottolineato con intelligenza. «Appena tagliata la linea del traguardo la delusione è stata forte perché la gamba c’era e la vittoria è mancata per pochissimo. Ma adesso, guardando chi mi ha battuto, accetto il risultato con più serenità: fare secondo dietro ad un Roglic così è una dolce sconfitta».
Ciao Abruzzo. La frazione è partita da Morro d’Oro con l’Abruzzo ancora protagonista dopo l’arrivo di giovedì a Tortoreto. Nello sguardo di Ciccone si percepisce subito l’idea di voler fare qualcosa di importante e l’infortunio al ginocchio è già superato. Il meteo non è amico, subito dopo il via inizia la pioggia ma sarà il minore dei mali. Abruzzo in festa a Morro d’Oro, ma non solo: la corsa ha toccato Notaresco, Bellante e Garrufo prima di salutare e di entrare nelle Marche. Con il vento che non è stato amico dei corridori. Raffiche fortissime, per un attimo si è temuto anche l’annullamento come accaduto alla Parigi-Nizza. Arrivo comunque abbassato di due chilometri.
La tappa. C’è il via libera e a Sarnano al secondo passaggio quando mancano poco più di 10 km all’arrivo ecco le maglie azzurre Movistar di Enric Mas in testa. Ma nessuno prende l’iniziativa: il forte vento che spira contrario sconsiglia azioni individuali mentre nel gruppo il miglianichese Dario Cataldo accompagna Ciccone nelle prime posizioni. Caruso sfida il vento e sembra l’azione decisiva, Ciccone rompe gli indugi, poi parte Mas con l’abruzzese a ruota. Vanno via con Geoghegan Hart e gli altri sembrano in difficoltà. Ma c’è il ricongiungimento a pochi metri dal traguardo e Roglic bissa il successo di Tortoreto.
Ciccone. «Siamo arrivati all’ultima salita con un gruppo selezionato e fino all’ultimo chilometro non c’era modo di fare azioni decisive: vento contrario troppo forte e salita non esageratamente ripida per fare ulteriore selezione», dice il corridore teatino Giulio Ciccone. «Il mio attacco prima dell’ultimo chilometro è servito per rompere l’equilibrio, una sorta di assist per l’allungo di Mas che ha ripreso Caruso. Forse dovevo contribuire e dare seguito all’azione per evitare quel momento di controllo che ha permesso ad altri di rientrare lanciati. A causa del vento, mancavano anche i cartelli che segnalavano i metri al traguardo e non ho avuto riferimento fino all’ultima curva. Insomma, un pizzico di rammarico per il finale rimane». In classifica generale Roglic è maglia azzurra, Ciccone nono a soli 24 secondi. Oggi frazione durissima con i muri di Osimo. Giulio Ciccone correrà in maglia verde di miglior scalatore (il primato è di Roglic che però veste la maglia azzurra) e promette battaglia. «A mio avviso sarà la tappa più dura di questa Tirreno-Adriatico. C’è una classifica molto corta, sicuramente qualcosa succederà: anche noi saremo della partita». Sfilare la maglia a questo Roglic sarà difficilissimo. Ma con l’abbuffata di pendenze proibitive che ci sarà oggi, sognare non è impossibile.
Enrico Giancarli
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