Ronaldo non perdona Portogallo qualificato con il minimo sforzo

21 Giugno 2018

Basta un gol di CR7 dopo quattro minuti per blindare gli ottavi. Il Marocco di Benatia lotta ma torna a casa

MOSCA. L'extraterrestre colpisce ancora, anche in giornate di piccolo cabotaggio. E grazie alla quarta perla di Cristiano Ronaldo in due gare un piccolo Portogallo si avvia alla qualificazione agli ottavi. Mastica amaro invece il buon Marocco che dopo due sconfitte in altrettante gare saluta Russia 2018. La nazionale del ct Renard dopo il gol subito in apertura si insedia nella metà campo avversaria e non molla le iniziative con poco lucidità e zero fortuna. Suona la carica incessantemente Hakim Ziyech, incursore mancino dell'Ajax nel mirino della Roma, ma la porta è stregata, le soluzioni offensive approssimative, al resto pensa Rui Patricio con perizia e lucidità. Il Portogallo non ripete la prova che ha imbrigliato la Spagna: Joao Mario fa l'operaio, Moutinho fa un pò meglio di un irriconoscibile Bernardo Silva, pupillo di Guardiola, mentre Pepe e Fonte si arrangiano col mestiere. Delude anche l'emergente Guedes. Ma basta e avanza CR7 che dopo il gol regala un assist, arretra per dare una mano a una squadra in evidente difficoltà. In attesa di decidere dove giocherà il prossimo anno, continua a sfornare numeri da fenomeno: 7 gol in 4 mondiali e stacca di una lunghezza Ferenc Puskas a 85 gol come goleador di tutte le nazionali, 8 più di Pelè, 21 più di Leo Messi. Dalle tribune i tifosi hanno provato ad infastidirlo gridando il nome di Messi e CR7 ha risposto facendo la linguaccia.
A segnare il passo è un Marocco ricco di buone individualità: spiccano, oltre a Ziyach, il roccioso e inesauribile Nordin Amrabat, i centrocampisti Belhanda e El Ahmadi, mentre l'errore in apertura di Da Costa che si perde Ronaldo orienta il match. Benatia si batte come un leone, a volte è troppo falloso e in varie occasioni sfiora il pari da attaccante aggiunto. Bastano 4' a CR7 per mandare in tilt la retroguardia marocchina ed indirizzare il match. Su calcio d'angolo la difesa arranca, Da Costa si perde per un attimo l'attaccante che con scatto felino colpisce di testa e fa centro. Un fulmine abbagliante, una capacità spaventosa di cogliere l'attimo. E la gara prende una piega diversa con i lusitani che controllano con una melina a tratti fastidiosa, tutti gregari intorno al campione che viene malmenato un paio di volte con metodi bruschi da Benatia che rimedia una sacrosanta ammonizione. La gara è segnata. Anche se con fatica il Portogallo avanza, mentre il Marocco con rimpianto lascia subito il mondiale.