Ronaldo saluta e va allo United: «Ho dato tutto per la Juventus»

28 Agosto 2021

CR7 torna a Manchester dopo 12 anni, affare da 23 milioni: «Lascio il club più grande d’Italia»

TORINO. «Lascio un club fantastico, il più grande in Italia e tra i più grandi in Europa: ho dato cuore e anima per la Juve e amerò sempre Torino»: è il saluto, con un post su Instagram, di Cristiano Ronaldo, che torna al Manchester United dopo 12 anni. «I tifosi mi hanno sempre rispettato», scrive l’asso portoghese, «io ho cercato di ricambiare combattendo in ogni singola partita, stagione e competizione, e alla fine possiamo guardarci indietro: abbiamo raggiunto grandi cose, anche se non tutto ciò che volevamo, ma abbiamo scritto una storia abbastanza bella». Corredato al messaggio, CR7 ha anche pubblicato un video, con i momenti più emozionanti in bianconero. Tutto da protocollo, se non fosse che il testo nasconde più di un'incertezza nell'uso della lingua italiana. Alla fine del filmato si legge infatti la scritta «Grazzie a tutti, grazzie Juventus», con due zeta. E, come se non bastasse, nella lettera in allegato Ronaldo propone per ben due volte un bizzarro «tiffosi bianconeri», con due effe. Strafalcioni a parte, la telenovela si è chiusa alle 17,52 di ieri, quando i Red Devils hanno annunciato il ritorno di CR7: «Welcome home», bentornato a casa. Ma il portoghese aveva già lasciato Torino, intorno alle 14, con un volo privato.
Le cifre. L'accordo si è chiuso intorno ai 23 milioni di euro (possono diventare 25 con i bonus). CR7 era legato alla Juve da un contratto da 30 milioni di euro a stagione: dovrebbe percepire lo stesso ingaggio (28 o 29 milioni di euro) fino a giugno 2023). Il portoghese è esploso proprio con lo United dal 2003 al 2009: vincendo, tra le altre cose, la Champions League 2007-08, la Coppa del Mondo per Club 2008, tre Premier League, una Coppa d’Inghilterra, un Community Shield e due volte la Coppa di Lega. Dopo Lukaku e Hakimi, la serie A perde un altro fuoriclasse, il cui futuro è cambiato in 48 ore.
La svolta. Mercoledì l’arrivo a Torino del suo procuratore Mendes, convocato all’indomani dalla Juventus che nell’incontro ha chiarito che non lo avrebbe lasciato partire a zero, mentre CR7 comunicava al tecnico Allegri che considerava chiusa la sua esperienza alla Juventus. Giovedì Mendes è ripartito alla ricerca della soluzione, individuata da tutti nel Manchester City. Ieri invece lo scenario si è ribaltato: i Citizens si sono subito defilati, mentre i Red Devils hanno chiuso l’affare.
Il saluto dei compagni. «È stato un piacere poter apprendere, crescere e giocare al tuo fianco. Oggi comincia una nuova tappa della tua carriera e ti auguriamo il meglio! A presto». Con questo tweet Paulo Dybala ha voluto salutare il suo ex compagno. Gli ha fatto eco Alvaro Morata: «È stato un piacere tornare a dividere lo spogliatoio e dei bei momenti con te, amico. Molte grazie a te e alla tua famiglia per il bel trattamento che avete dato alla mia famiglia. Vi auguriamo buona fortuna in questa nuova avventura». «Abbiamo condiviso tanti momenti e per me è stato un piacere viverli accanto a te. Mentalità, professionalità e voglia di migliorare sono gli insegnamenti che lascerai a me e al gruppo. In bocca al lupo per la nuova avventura», queste invece le parole di Leo Bonucci.
La rottura. Fino a pochi giorni fa era difficile ipotizzare un finale così, nonostante l’ultima gara con l’Udinese vissuta in panchina per un'ora. Ronaldo è costato alla Juventus circa 400 milioni, tra la cifra pagata al Real, l'ingaggio e i 'contributi di solidarietà' a Nacional, Sporting e Manchester. Ma il sodalizio non ha portato la Champions, trofeo che Ronaldo ha alzato al cielo l'ultima volta nel 2018, pochi mesi prima di firmare per il club bianconero. Il clamoroso affare si era concretizzato il 10 luglio. E il 15 luglio 2018, mentre si stava giocando la finale dei Mondiali tra Francia e Croazia, Ronaldo era sbarcato a Torino. Il ritorno di Allegri in bianconero ha dato il colpo definitivo, con la voglia di CR7 di tentare altre avventure e di restare titolare, cosa che il tecnico non gli ha garantito.
Angelo Caradonna