Ronaldo trascina il Portogallo in finale

Dopo un primo tempo equilibrato, CR7 vola in cielo e colpisce il Galles. Tre minuti dopo suggerisce il raddoppio di Nani: 2-0
INVIATO A LIONE. Ha vinto Pallone d’oro, Champions, Premier, Liga ma con la sua nazionale “zero tituli” come direbbe il suo illustre connazionale Josè Mourinho. E a 31 anni non avrà poi tante occasioni per esporre nello stanzone dei trofei anche un alloro per nazionali.
Però domenica a Parigi ci proverà. Già, perché Cristiano Ronaldo prende per mano il suo Portogallo e lo accompagna al Saint Denis dove domenica verrà assegnato il titolo di campioni d’Europa. Contro Francia o Germania, mica delle viaggiatrici di seconda classe, ma l’importante è avere il match-point sulla racchetta.
Perché Ronaldo e il Portogallo non hanno dimenticato quello sciagurato 2004 quando non riuscirono a vincere in casa un Europeo al quale mancava solo la firma in calce ma che invece prese la strada di Atene.
Finisce invece l’avventura del piccolo Galles, 3 milioni di abitanti, una passione smisurata per il rugby ma che quest’anno ha tradito la palla ovale per quella rotonda. Il 3 a 1 con il Belgio aveva illuso, forse troppo la piccola nazionale britannica. Ma il quarto di finale è stata la partita perfetta con tutte le variabili che sono impazzite e hanno strizzato l’occhio ai gallesi.
Il Portogallo della stella Ronaldo gioca da provinciale, sembra il Sassuolo al Delle Alpi, copre gli spazi, si sacrifica, tutti uniti appassionatamente, dai figli delle Azzorre a quelli della terra ferma, dai brasiliani naturalizzati ai nipoti delle colonie.
Un Portogallo operaio che nel primo tempo lascia al Galles l’io narrante dell’incontro e il Pallone d’oro in campo sembra più Bale che Ronaldo.
Ma poi in avvio di ripresa l’uno-due che zittisce i britannici. E visto che via terra è difficile perforare la difesa Ronaldo stacca in area come un giocatore di basket e segna di testa in sospensione come un pivot della Nba.
Pochi minuti e arriva il raddoppio e c’è sempre la partecipazione della stella del Real Madrid che tira da fuori area, Nani interviene in scivolata e corregge la traiettoria quel tanto che basta per spiazzare Hennessey .
Il Galles accusa il colpo, un colpo più duro da assorbire del Brexit, una variazione sul tema che non sembrava affatto prevista nel primo tempo.
I britannici ci mettono un po’ a riorganizzarsi, a trovare la forza mentale per togliere dalla strada per Parigi quell’enorme macigno messo sulla carreggiata da Ronaldo e Nani. Lo fa sospinto dai cori dei tifosi che hanno lasciato le case affacciate sul Mare d’Irlanda o sul canale di Bristol per arrivare a Lione e sostenere l’orgoglio celtico.
Mettono i brividi i cori, come l’inno, un canto mistico e solenne che gli stessi giocatori interpretano con l’anima anche se nove calciatori della rosa gallese sono nati in Inghilterra ma per giocare in nazionale hanno imparato testi e intonazione.
Ci prova fino all’ultimo il Galles ma il tanto criticato Portogallo che fino a qui non aveva vinto una partita in novanta minuti, strozza ogni velleità, soffoca ogni impeto, chiude ogni porta. Non sarà il più bello spettacolo dopo il Big Ben la selezione di Santos Fernando, però è arrivata fino in fondo. Domenica a Parigi appuntamento con la storia, 12 anni fa il Portogallo della generazione dei fenomeni lo fallì, questa volta il Portogallo del fenomeno vuole farcela.
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