Ronci: «Approccio sbagliato». Angelone: «Ci credevo»

CHIETI. «L’approccio alla partita è stato sbagliato, ma quello del Chieti è stato un grande secondo tempo». L’allenatore neroverde Donato Ronci riassume così il pari con l’Amiternina. La sua analisi...
CHIETI. «L’approccio alla partita è stato sbagliato, ma quello del Chieti è stato un grande secondo tempo». L’allenatore neroverde Donato Ronci riassume così il pari con l’Amiternina. La sua analisi non può che cominciare da alcune considerazioni sui debuttanti. «In campo c’erano tanti ragazzi che, negli ultimi mesi, non avevano mai giocato. Devo comunque complimentarmi con Alberta, Diop e Mimmo Esposito: non era facile per loro scendere in campo dal primo minuto. In avvio eravamo troppo contratti e abbiamo fatto fatica. Il rammarico è che il gol degli aquilani è nato da un’incomprensione tra Placidi e Di Pietro, ma può succedere. Siamo stati bravi a non farci tagliare le gambe da questo episodio, anche se su un terreno di gioco simile era difficile giocare e l’Amiternina era tutta dietro la linea del pallone». E ancora: «Nella ripresa la freschezza di Orlando ci ha dato una grande mano. Nonostante l’inferiorità numerica potevamo vincere, se si considera la tripla occasione fallita nel finale di gara. In ogni caso, sono contento della prova dei ragazzi: pur sbagliando qualcosa hanno dato tutto. Ora speriamo di recuperare qualche elemento perché siamo in emergenza assoluta». L’espulsione di Esposito? «Lui dice di non aver fatto nulla e anche i giocatori dell’Amiternina lo confermano. Spero che l’arbitro abbia ragione, altrimenti sarebbe l’ennesimo torto».
Soddisfatto anche il tecnico dell’Amiternina Vincenzino Angelone. «Per lunghi tratti ho pensato che l’Amiternina avrebbe vinto perché stavamo sbagliando pochissimo. Un pareggio a Chieti è sempre prezioso e lo portiamo a casa volentieri. Sono soddisfatto della grandissima prestazione dei ragazzi, che forse hanno raccolto qualcosina in meno di quello che meritavano. Reggere a livello fisico su un campo pesante e soffrire pochissimo non era affatto facile». Dopo essere passata in vantaggio in avvio, l’Amiternina ha sfiorato anche il raddoppio. «Potevamo chiudere la partita sia con Torbidone, a inizio secondo tempo, che con Gizzi, nel finale. Una cosa è certa: nel secondo tempo era difficile ripartire in contropiede perché il campo non lo permetteva e, dunque, ci siamo un po’ allungati». Preoccupano le condizioni di Gizzi, uscito nel finale per una botta alla caviglia. (g.g.)
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