Ronci: dignità riconquistata. Giorgini deluso: non va

16 Novembre 2015

CHIETI. «Abbiamo riconquistato la dignità». Donato Ronci è soddisfatto della prestazione della squadra e ha avuto le risposte che voleva. «Non era facile», spiega l’allenatore del Chieti. «Venivamo...

CHIETI. «Abbiamo riconquistato la dignità».

Donato Ronci è soddisfatto della prestazione della squadra e ha avuto le risposte che voleva. «Non era facile», spiega l’allenatore del Chieti. «Venivamo da una settimana durissima di allenamenti all’alba, che ci sono serviti per ricompattare la squadra e unire ancora di più il gruppo. Il Chieti visto a Isernia avrebbe perso perché queste sono partite che rischi di perdere o pareggiare se non le affronti con la testa giusta. Stavolta, invece, l’approccio è stato buono e ho visto un grande spirito di sacrificio. Abbiamo segnato subito e potevamo fare anche altri gol, poi l’espulsione di Gallo ci ha messo ancora di più a dura prova e ci ha costretti a cambiare assetto tattico, ma lo spirito è stato sempre battagliero. Abbiamo riconquistato la stima dei tifosi e questa vittoria dev’essere per noi un punto di partenza».

L’unica nota stonata l’esultanza polemica di Varone, escluso dall’undici iniziale. «Non è stata una polemica, ma solo uno sfogo di un ragazzo che ci teneva a fare gol dopo una settimana durissima», risponde Ronci, che poi spiega i motivi della rivoluzione nella formazione. «Ho scelto i giocatori più funzionali al 3-4-3, ma avrebbero meritato di giocare tutti perché si sono allenati con grande impegno in settimana».

Giorgio Pomponi si presenta in sala stampa con le figlie Camilla e Greta. «La squadra ha capito il significato delle parole lavoro e sacrificio», afferma il patron neroverde. «Questa volta sono stati bravissimi e ho avuto grandi risposte. La gara della svolta? La svolta del Chieti è stata quando sono venuto qui il 12 giugno. Questa vittoria è solo il primo passo della nostra rimonta».

Sponda Giulianova, Francesco Giorgini è deluso. «Perdere a Chieti ci può stare perché ha un organico nettamente superiore al nostro, ma non mi piace l’atteggiamento presuntuoso della mia squadra: per giocare a calcio ci vuole anche il cuore, altrimenti è meglio cambiare mestiere. Si può anche perdere, ma si deve dare qualcosa in più. Qui non c’è niente da recuperare con questi giocatori, bisogna rinforzare il prima possibile la squadra. Speriamo di fare qualche punto da qui alla riapertura del mercato perché con questo organico retrocediamo in partenza. Con altri giocatori, possiamo arrivare almeno ai play out». (g.g.)

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