Rono e Nahimana, l’Africa detta legge

11 Novembre 2019

Il runner keniano batte Santoro dopo un lungo duello. La burundese, invece, fa il vuoto. Mariani è il primo degli abruzzesi

CONTROGUERRA. Due africani si impongono nella Corsa di San Martino, giunta alla 23ª edizione. Il keniano Julius Kipngetich Rono tra gli uomini e la burundese Cavaline Nahimana tra le donne si mostrano evidentemente superiori agli avversari ma... in campo maschile il divario non è stato così netto come invece si è visto in campo femminile. Kipngetich Rono ha infatti dovuto battagliare con il pugliese di stanza nelle Marche, Dario Santoro, e con il marchigiano Stefano Massimi, chiudendo in 46'49”, 2'15” in più del primato della corsa datato 2012, che appartiene proprio al keniano. Primo abruzzese di nascita al traguardo, settimo, Fiorenzo Mariani da Tocco da Casauria.
La 22enne Nahimana invece ha corso praticamente per conto proprio sul piede dei 3'32” al km e ha terminato la sua fatica addirittura all'11esimo posto assoluto in 53'10” (primato della corsa 52'14 di Meryem Lamachi, edizione 2010). Alle sue spalle due maratonete esperte e comunque sempre forti: la romana Paola Salvatori (classe 1972) di recente vincitrice alla mezza maratona dell'Aquila, e l'idolo di casa Marcella Mancini (classe 1971), sei volte prima a Controguerra, suo paese natale. La Corsa di San Martino agonistica ha preso il via alle 9,30, uno start che visto dall'alto aveva la parvenza di un interminabile serpentone colorato. In prima fila, i più forti, i favoriti, pronti a sfidarsi per 15 km su strada in un percorso con molti saliscendi e estremamente tecnico, impegnativo e veloce allo stesso tempo. L'organizzatore Raffaele Traini si dice «felicissimo per questa bella giornata di sole e per esserci confermati su certi livelli sia di numeri sia di qualità. Il nostro segreto? Forse è proprio la continuità che stiamo dando negli anni alla Corsa di San Martino». Il sindaco Franco Carletta dichiara di emozionarsi «ogni anno a vedere il mio paese così operoso, Controguerra, che si conferma nel luogo del buon vivere e dell'accoglienza. Questo è più di uno slogan». Il primo degli abruzzesi Fiorenzo Mariani, è soddisfatto: «Sto vivendo una seconda giovinezza, a 43 anni ho ritrovato la voglia di allenarmi e gareggiare ma senza le tensioni di quando ero ragazzo. Soddisfattissimo per la mia settima posizione davanti a atleti importanti». Paola Salvatori, seconda tra le donne: «Questo secondo posto equivale a una vittoria, era davvero impossibile battagliare con Cavaline che è fortissima e... ha anche 25 anni meno di me!».
CLASSIFICA UOMINI. 1) Julius Kipngetich Rono (Kenia, Atl. Recanati) 46'49”, 2) Dario Santoro (Atl. Potenza Picena) 47'24”, 3) Stefano Massimi (Sef Stamura Ancona) 48'18”, 4) Pasquale Rutigliano (Olimpia Eur) 49'21”, 5) Senibeta Adugna (Turismo Podismo) 49'46”; 6) Youness Zitouni (Pod. Il Laghetto) 50'21”, 7) Fiorenzo Mariani (Tocco Runner) 50'29”, 8) Alberico Di Cecco (Vini Fantini) 50'59”, 9) Luigi Gramaccini (Parmarathon) 51'14”, 10) Nino Di Francesco (Runners Pescara) 52'44”, 11) Angelo Amoroso (Atl. Civitanova) 53'40”, 12) Francesco Raia (Pod. New Castle) 53'41”, 13) Umberto Di Credico (Mistercamp) 54'11”, 14) Giovanni Vercelli (Avis Spinetoli), 15) Domenico Caporale (Daunia Running) 54'44”.
DONNE. 1) Cavaline Nahimana (Burundi, Free Zone) 53'10”, 2) Paola Salvatori (US Roma 83) 55'56”, 3) Marcella Mancini (Marà Avis Marathon) 57'31”, 4) Giuseppina Piccaluga ( Ama Civitanova) 1h02'30”, 5) Barbara Mariano (Pretuzi Runners) 1h03'29”, 6) Valentina Vannucci (I Podisti di Nemo) 1h03'56”, 7) Alessandra Luzi (Mezzofondo Ascoli) 1h05'00”, 8) Chiara Capodicasa (Manoppello Sogeda) 1h06'03”, 9) Francesca D'Angelo (I Podisti di Nemo) 1h06'58”, 10) Barbara Mozzoni (Nuova Pod. Centobuchi) 1h07'16”.
L'edizione 2019 ha contato circa 3.400 iscritti, di cui 1.100 alla prova competitiva della lunghezza di 15 km e il resto alle prove non competitive di 8 e 5 km denominati “Mangialonga” perché ai tavoli dei ristori i camminatori hanno trovato le eccellenze enogastronomiche della zona, tra un vigneto e un uliveto immersi nella natura.
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