Rosberg mette le mani sul Mondiale

10 Ottobre 2016

Vettel rimonta dal sesto al terzo posto, poi il team sbaglia le gomme e sfuma il podio. Hamilton terzo: «Non mollo»

SUZUKA. Il primo trionfo in Giappone per mettere le mani sul suo primo Mondiale di Formula 1. Sorrisi e champagne tutti per Nico Rosberg alla fine del Gran Premio di Suzuka, dove il tedesco della Mercedes domina dall'inizio alla fine festeggiando insieme al suo team anche il terzo titolo costruttori di fila. Una giornata da ricordare per la scuderia della Stella d'Argento («il nostro segreto» svela il team principal Toto Wolff «sono le 1.500 persone che lavorano sulla monoposto») completata dal terzo posto di Lewis Hamilton in rimonta dopo una partenza disastrosa. Iridato inglese che sul podio rende merito al compagno-rivale ammettendo che i giochi per il Campionato con 33 punti di distacco a quattro Gp dalla fine della stagione sono quasi chiusi. Solo quarta la prima delle Ferrari, quella di Sebastian Vettel, che azzarda le soft nell'ultima parte della corsa e perde il podio a vantaggio anche della Red Bull di Max Verstappen. Quinta l'altra Rossa di Kimi Raikkonen costretto a scattare dall'ottava posizione sulla griglia per aver sostituito il cambio alla sua SF16-H.

Un'altra gara su cui recriminare per la Ferrari che, nonostante le penalizzazioni (anche Vettel doveva scontare i tre posti per la collisione in avvio con Rosberg a Sepang), era partita bene soprattutto con il quattro volte campione del mondo tedesco, da sesto a terzo dopo le prime curve e sul podio virtuale per due terzi di gara. Un exploit rovinato nel finale dalla scelta azzardata di mettere le più veloci soft al posto delle più sicure e durevoli hard: la Ferrari di Vettel perde così il podio a vantaggio di Hamilton e sciupa la possibilità di lottare per la seconda posizione con una non irresistibile Red Bull guidata dal giovanissimo Verstappen.

«Mi sarebbe piaciuto moltissimo essere sul podio, poi abbiamo deciso di andare più lunghi ma abbiamo perso troppo tempo», ammette a fine gara il pilota tedesco della Ferrari. «Speravamo che le soft andassero meglio, ma parlando col muretto ci sembrava la decisione giusta. L'abbiamo decisa insieme, seguire la strategia di Verstappen non aveva senso, era più sensato per noi azzardare. In quel momento credevamo di fare la cosa giusta e sono contento di quanto abbiamo fatto. Potevamo finire sul podio con entrambe le macchine, ma siamo stati penalizzati dalle penalizzazioni. Di fatto ho perso tantissimo tempo con le bandiere blu: mi sono sempre trovato i doppiati nel primo settore, dove non potevano darmi strada, e ho perso un sacco di tempo oltre probabilmente alla posizione su Lewis, che invece si liberava dei doppiati in rettilineo. Ma non so se il ritmo sarebbe stato comunque sufficiente per arrivare sul podio»». Maurizio Arrivabene, team principal della Ferrari, non ha niente da rimproverare ai suoi ragazzi: «Considerata la posizione di partenza che ci vedeva arretrati per via della doppia penalizzazione, abbiamo fatto il massimo. Peccato solo per il traffico dei doppiati in pista, che non ha permesso a Seb e a Kimi di sfruttare al meglio la strategia».

Non sbaglia un colpo, invece, Rosberg che con il trionfo di Suzuka è sempre più vicino al suo primo titolo in carriera. «È speciale vincere su questa pista leggendaria, complimenti a tutti per la vittoria del campionato costruttori» sorride il tedesco della Mercedes sul podio di Suzuka. «Grazie a tutti i tifosi per lo spettacolo sugli spalti, farò un po’ di festa ma non troppo perché la stagione è ancora lunga». Non molla, però, Hamilton che nonostante ammetta quanto sia difficile ormai rimontare il compagno si squadra. «Non sono contento della mia gara ma sono felice per aver portato punti. Darò tutto quello che ho» promette l'inglese «e vedremo alla fine che succede».