Roseto, altro ko interno: la crisi è servita

La Liofilchem inciampa sull’ultima in classifica con una tripla nel finale. Biancazzurri deludenti, Quaglia in discussione
Roseto65
Sala Consilina66
LIOFILCHEM ROSETO: Ronca 4, Fiusco, Zampogna ne, Dincic 4, Morici 13, Seck 3, Mastroianni 4, Amoroso 13, Di Emidio 13, Natalini, Santiangeli 11. Allenatore: Quaglia.
SALA CONSILINA: Cimminella 12, Casillo ne, Erkmaa 6, Ratkovic 4, Giunta 10, Misolic 18, Gaye 11, Divac 5, Grottola ne, De Falco ne. Allenatore: Paternoster.
Arbitri: Barbieri e Faro.
Note: parziali 18-11, 35-33, 51-48, 65-66; usciti per 5 falli nessuno; Roseto tiri da due 16/35 (46%), tiri da tre 8/33 (24%), tiri liberi 9/12 (75%), rimbalzi 39 (30 dif.+ 9 off), assist 14, perse/recuperate 11/9; Sala Consilina tiri da due 20/37 (54%), tiri da tre 6/23 (26%), tiri liberi 8/14 (57%), rimbalzi 43 (37 dif.+ 6 off), assist 12, perse/recuperate 15/6; spettatori circa 1.300.
ROSETO
Apre scenari di crisi l’inattesa sconfitta casalinga di ieri della Liofilchem Roseto, che vede passare sul suo campo Sala Consilina col punteggio di 65-66 grazie alla tripla vincente a fil di sirena di Giunta. A certificarlo la delusione in sala stampa del presidente Ciafardoni: «C’è qualcosa che non va, non è normale aver perso due delle tre gare finora giocate in casa». Su coach Quaglia a rischio taglio ha poi detto: «Dobbiamo riflettere. Ma come hanno detto i tifosi a fine gara dobbiamo far capire bene ai nostri giocatori quanto questa città tenga alla squadra».
Insomma, al Roseto costruito badando poco a spese, e con l’obiettivo della vittoria finale, perdere così tanto (3 sconfitte su 5) fa male. Ma soprattutto fa male averlo fatto in questo modo, contro una neopromossa a rotazioni ridotte causa infortuni, col roster più giovane del girone. E fa male ancor di più vedere una squadra che, pur partendo bene, nel momento di difficoltà non riesce mai a rimettersi subito a posto. E ciò nonostante il tasso tecnico e soprattutto l’esperienza non difettino ai biancazzurri, molti dei quali con esperienze importanti in campionati maggiori.
E così è successo pure stavolta: Roseto parte bene nei primi 10’, nonostante l’avversario piazzi subito una difesa bulgara a zona, inframezzata da qualche match-up già nella seconda frazione. Inizia a perdere il ritmo, cosa ammortizzata da qualche strappo frutto delle giocate solitarie di Morici e Amoroso, e lunghi black out offensivi: l’esatto contrario della prova concreta auspicata. E così Sala Consilina coi suoi esterni rimane sempre in partita. Dopo l’intervallo lungo si va avanti con un solo possesso di vantaggio alternato tra i due team, fino al finale che premia la voglia dei campani.
Il racconto post gara del coach ospite Paternoster parla di coraggio e caparbietà: «Abbiamo fatto una gran partita ruotando praticamente a sei, riuscendo a non dare ritmo all’attacco di Roseto con le nostre difese a zona, non dando punti di riferimento in attacco. Poi nel finale punto a punto siamo stati fortunati, è vero, ma anche tenaci e determinati: volevamo dimostrare che non meritavamo di essere ultimi a zero punti e ci siamo riusciti».
Di tutt’altro tenore le parole di Quaglia: «Noi abbiamo un progetto e non sta a me decidere», dice sulla panchina in bilico, «dobbiamo solo pensare a lavorare. È stata una sconfitta inaspettata, ma il mio dovere è concentrarmi solo sulla pallacanestro». Intanto arrivano subito due trasferte difficili, a Ruvo e a Taranto: ci vorrà un Roseto diverso se ci si vuole rimettere in carreggiata.
Marco Rapone
Sala Consilina66
LIOFILCHEM ROSETO: Ronca 4, Fiusco, Zampogna ne, Dincic 4, Morici 13, Seck 3, Mastroianni 4, Amoroso 13, Di Emidio 13, Natalini, Santiangeli 11. Allenatore: Quaglia.
SALA CONSILINA: Cimminella 12, Casillo ne, Erkmaa 6, Ratkovic 4, Giunta 10, Misolic 18, Gaye 11, Divac 5, Grottola ne, De Falco ne. Allenatore: Paternoster.
Arbitri: Barbieri e Faro.
Note: parziali 18-11, 35-33, 51-48, 65-66; usciti per 5 falli nessuno; Roseto tiri da due 16/35 (46%), tiri da tre 8/33 (24%), tiri liberi 9/12 (75%), rimbalzi 39 (30 dif.+ 9 off), assist 14, perse/recuperate 11/9; Sala Consilina tiri da due 20/37 (54%), tiri da tre 6/23 (26%), tiri liberi 8/14 (57%), rimbalzi 43 (37 dif.+ 6 off), assist 12, perse/recuperate 15/6; spettatori circa 1.300.
ROSETO
Apre scenari di crisi l’inattesa sconfitta casalinga di ieri della Liofilchem Roseto, che vede passare sul suo campo Sala Consilina col punteggio di 65-66 grazie alla tripla vincente a fil di sirena di Giunta. A certificarlo la delusione in sala stampa del presidente Ciafardoni: «C’è qualcosa che non va, non è normale aver perso due delle tre gare finora giocate in casa». Su coach Quaglia a rischio taglio ha poi detto: «Dobbiamo riflettere. Ma come hanno detto i tifosi a fine gara dobbiamo far capire bene ai nostri giocatori quanto questa città tenga alla squadra».
Insomma, al Roseto costruito badando poco a spese, e con l’obiettivo della vittoria finale, perdere così tanto (3 sconfitte su 5) fa male. Ma soprattutto fa male averlo fatto in questo modo, contro una neopromossa a rotazioni ridotte causa infortuni, col roster più giovane del girone. E fa male ancor di più vedere una squadra che, pur partendo bene, nel momento di difficoltà non riesce mai a rimettersi subito a posto. E ciò nonostante il tasso tecnico e soprattutto l’esperienza non difettino ai biancazzurri, molti dei quali con esperienze importanti in campionati maggiori.
E così è successo pure stavolta: Roseto parte bene nei primi 10’, nonostante l’avversario piazzi subito una difesa bulgara a zona, inframezzata da qualche match-up già nella seconda frazione. Inizia a perdere il ritmo, cosa ammortizzata da qualche strappo frutto delle giocate solitarie di Morici e Amoroso, e lunghi black out offensivi: l’esatto contrario della prova concreta auspicata. E così Sala Consilina coi suoi esterni rimane sempre in partita. Dopo l’intervallo lungo si va avanti con un solo possesso di vantaggio alternato tra i due team, fino al finale che premia la voglia dei campani.
Il racconto post gara del coach ospite Paternoster parla di coraggio e caparbietà: «Abbiamo fatto una gran partita ruotando praticamente a sei, riuscendo a non dare ritmo all’attacco di Roseto con le nostre difese a zona, non dando punti di riferimento in attacco. Poi nel finale punto a punto siamo stati fortunati, è vero, ma anche tenaci e determinati: volevamo dimostrare che non meritavamo di essere ultimi a zero punti e ci siamo riusciti».
Di tutt’altro tenore le parole di Quaglia: «Noi abbiamo un progetto e non sta a me decidere», dice sulla panchina in bilico, «dobbiamo solo pensare a lavorare. È stata una sconfitta inaspettata, ma il mio dovere è concentrarmi solo sulla pallacanestro». Intanto arrivano subito due trasferte difficili, a Ruvo e a Taranto: ci vorrà un Roseto diverso se ci si vuole rimettere in carreggiata.
Marco Rapone

