Roseto, c’è l’ex Petrucci sulla strada verso la A2

Domani gara 1 a Nardò dove gioca la guardia che ha militato tre anni in Abruzzo «Serie aperta a qualsiasi risultato». Nikolic nominato miglior under 21 del torneo
ROSETO. Negli allenamenti di questi giorni lavora sodo la Liofilchem Roseto, con un impegno e una intensità mentale davvero alta: del resto manca poco alla prima partita di finale play off promozione che si giocherà domani a Nardò alle 19,30. L’unica situazione che in casa biancazzurra viene monitorata riguarda l’ala piccola Lucarelli, ancora dolorante all’anca per il colpo subito in gara2 con Rieti, ma che di sicuro giocherà: con una posta in gioco così alta, gli sforzi dei fisioterapisti si sono triplicati. «Abbiamo qualche piccolo acciacco, ma nulla di importante», ha confermato coach Tony Trullo. «Andremo in Puglia con spirito battagliero, perché le finali si giocano per vincerle. Proveremo a batterli in trasferta, consapevoli di aver meno da perdere perché grazie al fattore campo sono loro i favoriti. Ma noi vogliamo ribaltarla per chiuderla al PalaMaggetti». Roseto nel frattempo si gode le prestazioni del lungo classe 1999 Aleksa Nikolic, nominato come miglior under 21 del torneo grazie ai numeri messi insieme contro Rieti: 17,7 punti e 5,7 rimbalzi di media sono un ottimo viatico per il futuro del club rosetano.
Per quanto riguarda gli avversari del Nardò, c’è una vecchia conoscenza nel loro roster: Niccolò Petrucci, guardia tiratrice amante del tiro da 3 punti, visto per due stagioni in canotta biancazzurra dal 2011 al 2013 quando i rosetani erano in Dnb: «Ricordo sempre con piacere quegli anni», ricorda Petrucci, ora concentrato su questa serie finale. «Qui a Nardò abbiamo una buona squadra, che fin dall’inizio è stata creata con l’intento di arrivare il più lontano possibile. Quando poi nello scorso gennaio c’è stato l’ingaggio di un giocatore forte e tecnicamente esperto come Stella, abbiamo subito capito che potevamo alzare l’asticella dei nostri obiettivi: non ci sbagliavamo, visto che siamo in finale».
Nardò risulta piacevole da vedere in attacco, dove gioca in modo ordinato capitalizzando bene i possessi e perdendo quindi pochissimi palloni: «Credo sia questo il nostro punto di forza», conferma Petrucci, «difatti in ogni gara giocata nei play off abbiamo sempre avuto un protagonista diverso in attacco. È il segno che non abbiamo terminali predeterminati, ma sfruttiamo la nostra polivalenza. In questo devo dire che somigliamo un po’ al Roseto». Come a Roseto, ovviamente anche a Nardò l’entusiasmo è alle stelle, con l’amministrazione comunale che ha già deliberato per la costruzione del nuovo palazzetto: potrebbe essere interpretato come un segnale che vi sentite favoriti? «È vero che abbiamo il vantaggio del fattore campo, ma è vero pure che contro una Roseto capace di passare per due volte sul campo di Rieti non c’è da esser sicuri di niente. Sarà bello però, riavere i tifosi sulle tribune: giochiamo in un impianto piccolo ma focoso e speriamo possa incidere, ma so che sarà lo stesso pure quando verremo a Roseto».
Marco Rapone
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