Roseto con i cecchini da tre punti: obiettivo i play off

21 Febbraio 2017

Gli Sharks primi nelle conclusioni dalla distanza col 38% L’attacco va e Smith è il capocannoniere del campionato

ROSETO. La pallacanestro storicamente viene raccontata coi numeri, e anche i successi della VisitRoseto.it sono, almeno in parte, spiegabili così. Il primo numero che racconta i biancazzurri è il 26, come i punti in classifica dopo 22 turni: significa che gli Sharks hanno raggiunto la matematica salvezza, centrando l'obiettivo con due mesi di anticipo. Un risultato importante per una squadra a basso budget che ha saputo scegliere i giocatori giusti per ciascun ruolo; gli Sharks giocano poi un basket ben organizzato, alternando bene le difese tattiche, e con un attacco dove la palla gira, grazie alla tecnica di Fultz e Amoroso. L'altro numero della verità è quello dei punti segnati: con 1.738 punti, gli Sharks sono al terzo posto in questa speciale classifica a squadre, vicinissimi ai primi che però sfigurano nel confrontandosi con i punti subìti. E' qui che Roseto cala l'asso, visto che il saldo è attivo, cosa da non sottovalutare considerando l'indubbia vocazione offensiva. Il terzo numero importante è la percentuale da tre punti: 38%, meglio di tutti. Qui è chiaro quanto contino certi bagagli tecnici (Mei tira col 44%, Smith col 40%, Amoroso e Fattori col 37%, Fultz col 33%), e si vedono i frutti di giocare un attacco che coinvolge tutti: un passaggio extra permette sempre di arrivare ad un tiro comodo, aperto, di quelli ad alta percentuale. L'ultimo numero della verità è 24,6: la media punti segnati di Adam Smith, capocannoniere del campionato considerando ambedue i gironi Est e Ovest. Smith è lo Squalo solista che esce dagli schemi, un giovanotto che ha una grande etica del lavoro, tanto da riuscire nel tempo ad affinare le proprie prestazioni, sforzandosi di giocare comunque per la squadra all'interno di un piano tattico prestabilito. Allora i successi dei rosetani sono tutti misurabili? No di certo. Per esempio, è un valore aggiunto che il Roseto che lotta col budget, poi rifiuti di cedere un giocatore come Amoroso, perché qui il risultato sportivo conta prima di tutto, anche dei soldi. E poi c'è lo staff tecnico guidato da Di Paolantonio, che spesso nell'ombra contribuisce in modo determinante al raggiungimento di certe vittorie. E poi se si guarda alla panchina nel primo minuto di gioco, si scopre che quelli seduti non sono certo rincalzi, ma giocatori coscienti di far parte di un meccanismo capace di premiarli tutti. Insomma, forse vincere o perdere non dice tutta la verità sullo stato di una squadra, anzi se l'analisi si fermasse lì potremmo avere solo mezze verità, se non vere e proprie bugie. Allora proviamo a raccontare l'ultima verità: a Roseto il basket è una passione condivisa dalla gente che vuole solo vedere la propria squadra del cuore lottare senza paura per un obiettivo. Adesso l'obiettivo si chiama play off, e potete giurarci che gli Sharks faranno di tutto per continuare a giocare il più a lungo possibile.

Marco Rapone

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