Roseto conferisce la rosa d’argento a Moretti

21 Maggio 2019

Il play cresciuto in città sugli scudi negli States dove ha condotto l’università Texas Tech fino alle finali

ROSETO. Appuntamento domattina alle 10,30 nella sala consiliare del comune di Roseto, dove verrà premiato con la rosa d’argento Davide Moretti, play-guardia appena entrato nella storia del college basket Ncaa guidando l’università di Texas Tech fino alle finali per la prima volta nella storia dell’ateneo americano. Una finale persa dopo un tempo supplementare, ma che nulla toglie alla grande stagione dei “Reds” e del suo leader italiano, al secondo anno in America partendo proprio dal Lido delle Rose. Figlio d’arte di Paolo, Moretti racconta il suo legame con la cittadina abruzzese: «Sono contento di ricevere un premio in quella che considero la mia città: Roseto è oramai la base della nostra famiglia, qui ho mosso i primi passi nel mondo della pallacanestro giocando nella scuola minibasket di Saverio Di Blasio e sempre qui ci sono i miei amici d’infanzia, sempre in prima fila insieme alla famiglia a supportarmi durante i mesi trascorsi aldilà dell’oceano». Protagonista di quest’annata storica appena conclusa, in cui ha segnato quasi 12 punti in oltre 30 d’impiego medio tirando dai 3 punti con un ottimo 45,6%, Moretti sa già che sarà dura ripetersi: «Le aspettative saranno alte e quindi raddoppieranno le responsabilità; vengo da una buona stagione, per cui dovrò prepararmi e allenarmi ancora di più, insomma giugno e luglio li passerò a fare quella preparazione che mi permetterà di farmi trovare pronto». A meno che non chiami la Nazionale maggiore: «Vediamo, per adesso ancora non si conoscono gli impegni visto che coach Sacchetti con Cremona è impegnato coi play off». Oltre agli onori sportivi, Moretti è stato anche premiato per quelli scolastici: ad aprile infatti, la Ncaa gli ha conferito l’Elite 90 Award, che premia lo sportivo che ha raggiunto l’apice della competizione nella sua disciplina, ottenendo allo stesso tempo il più alto standard accademico tra i suoi coetanei: «Diciamo che mi sono messo avanti anticipando un po’ di esami: negli Usa ci si laurea in 4 anni, io vorrei riuscirci in 3 così a prescindere da qualunque decisione prenderò avrei comunque concluso il mio corso di studi». Al termine della prossima stagione deciderà quindi se restare o tornare in patria: «La mia valutazione dipenderà da come andranno le cose», conferma Moretti che delle grandi emozioni vissute, sceglie quella legata alla famiglia, che a fine marzo era andata a fargli una sorpresa: «Emozione unica, è stato bellissimo», racconta Moretti, che poi conclude: «Sono stato felice soprattutto per mio fratello (Niccolò, classe 2004, che sembra avere ripreso anche lui i cromosomi paterni, ndc): ha visto l’ambiente in cui gioco, e spero che un giorno anche lui possa seguire questo percorso che consiglio a tutti i ragazzi: solo in America infatti, ho trovato quell'unione tra sport e scuola che qui in Italia sembra purtroppo impossibile».
Marco Rapone
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