Roseto, da ritoccare il reparto lunghi

Briggs non convince, ora si punta su Martin o Bohannon
ROSETO. L’ultima sconfitta contro Rieti (la sesta in otto amichevoli finora giocate), ha rafforzato le convinzioni della dirigenza del Roseto Sharks di modificare ancora l’assetto del quintetto: evidentemente le prestazioni del reparto lunghi creano ancora dubbi, anche perché l’americano Briggs, che fin dal suo arrivo aveva fatto mormorare più d’uno circa la sua stazza non proprio eccezionale, non ha convinto appieno. Per questo si sta ragionando per apportare un altro correttivo, di nuovo nel settore dei lunghi, mai come quest’anno nel tritacarne. Sul taccuino della società ci sarebbero segnati due nomi, un comunitario ed un americano. Il primo nome è quello del giamaicano (ma di passaporto inglese) Ryan Martin, 25 anni, ala/centro di 205 centimetri per 105 kg, uno che ha anche giocato nelle nazionali giovanili britanniche; per lui l’anno scorso in Ncaa oltre 14 punti e 8 rimbalzi di media. Martin in precampionato era stato aggregato al Sassari, in serie A. L’altro nome caldo è quello del pivot Usa John Bohannon, 24 anni e ben 211 centimetri di altezza, che ha disputato le ultime due stagioni in D-League con quasi 7 punti e 7 rimbalzi di media, sia con la maglia dei Delaware 87ers, che con quella degli Erie Bay Hawks. La scelta dipenderà anche dalla possibilità di recupero del visto già utilizzato per Briggs. Nell’attesa di conoscere la scelta del presidente Cimorosi e del vice Cianchetti (un’attesa brevissima, visto che il campionato inizierà domenica prossima con una difficilissima trasferta a Verona), resta da capire se gli Sharks sceglieranno di portare ancora 3 under a referto, per non pagare la luxury tax di 5mila euro: questo significherebbe esser costretti a mandare via uno dei giocatori del roster attuale. Gli indiziati potrebbero essere l’ala piccola Casagrande ed il pivot Paci. Il primo è necessariamente considerato in queste opzioni, soprattutto perché è reduce da una piccola operazione al ginocchio, pur brillantemente superata; per il secondo, invece, è una questione di ruolo, visto che l’arrivo di un americano in posto 5, lo relegherebbe giocoforza in panchina. Quando mancano solo pochi giorni all’inizio della stagione, gli Sharks sono ancora un cantiere aperto, con una squadra nuova di zecca per nove decimi, il play Fultz che ultimamente non è mai sceso in campo, un paio di giovani da quintetto alla loro prima esperienza professionistica come Smith e Radonjic, ed un reparto lunghi che sta completando un pesante lifting: una situazione potenzialmente critica, anche se conterà solo farsi trovare pronti al momento giusto.
Marco Rapone
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