Roseto fa la voce grossa e impone la sua legge

8 Febbraio 2016

Imola ha un Anderson stellare, ma la Mec Energy vince di squadra

IMOLA. Una vittoria da sballo. Roseto passa da grande squadra sul parquet infuocato del Ruggi, imponendo sostanzialmente la legge del più forte, perché a livello fisico la Trullo-band ha confermato di avere un passo in più rispetto all’Andrea Costa, ma anche la profondità della panchina (33-15 i punti totali prodotti dalle seconde linee a favore della Mec Energy) e la classe di Allen e Marini hanno fatto la differenza. Gli attributi, poi, i biancoblù (sostenuti da 160 tifosi al seguito) li hanno tirati fuori nel finale, quando la clamorosa rimonta di Imola (sorpasso sul 72-71 dal 52-65) è stata vanificata dal canestro-prodezza di Marini e dalla tripla del capocannoniere del girone. Un dato statistico spiega, comunque, la differenza tra le due contendenti: dentro l’area Roseto ha prodotto 23 punti e Imola appena 14. Giganti contro nani. E a basket spesso vincono i primi. Al pronti e via, è ancora Karvel Anderson, già giustiziere di Roseto all’andata, a spingere sul gas e grazien ad Anderson va sul 23-10 al 9’ (17 punti della guardia americana). Qui esce il solito cuore degli italiani di Roseto: Ferraro sale a quota 8 alla velocità della luce, Borra si fa subito sentire sotto le plance e con un parziale di 0-9 torna di nuovo a contatto della targa romagnola. Per chiudere la rimonta servirebbequalche canestro da fuori, ma all’intervallo Roseto ci arriva con il 15% da 3, un Allen da 3 punti e un Weaver da 1 e allora sembra già un grande affare chiudere a -5. Fuga e controfuga. Dagli spogliatoi gli abruzzesi escono con la faccia giusta, cominciano a mordere sul serio in difesa e le scelte di Trullo, ovvero lasciare la ribalta ad Anderson ma non farsi ammazzare dagli altri, pagano dividendi altissimi, se è vero che gli ospiti sorpassano sul 44-48 del 25’.

Tre attacchi consecutivi ciccati in un momento decisivo dall’Andrea Costa spingono ancora di più l’inerzia verso Roseto (46-53 al 28’), con Ticchi che prova l’azzardo del quintetto “bassotti” (Preti da 5), ma la sostanza non cambia e lo dimostrano i soli 6 canestri segnati su azione dai padroni di casa tolto Anderson. Quando la Mec Energy tocca il +13, sul 52-65 a -7’ dalla sirena, sembra davvero finita, con Imola spalle al muro, senza energie e armi da sfoderare. Il basket però sa sempre stupire. Anderson veste i panni di Superman e con l’aiuto di una difesa di granito firma il 16-3 dell’aggancio a -3’. Prato sorpassa di tripla (72-71) all’ultimo giro, solo che Marini risponde di prodezza, con un tiro che si arrampica sul ferro ed entra, e Allen la chiude dalla lunghissima distanza. Peccato che a 4” dalla sirena gli abruzzesi perdano il saldo positivo nel confronto diretto (-5 all’andata), dimenticandosi De Nicolao nel cuore dell’area, ma poco importa. Roseto può festeggiare una vittoria di capitale importanza, nonostante la serataccia di Weaver, e fa capire a tutta l’A2 che, quando sarà ora di giocare i play-off si sarà dura per chiunque.

Riccardo Rossi