Roseto resta padrone del proprio destino grazie al PalaMaggetti

ROSETO. Per il Roseto Sharks, l’aver perso contro la prima della classe con l’onore delle armi non deve lasciar scorie per quel che poteva essere e non è stato. Certo, è stata l’ennesima partita...
ROSETO. Per il Roseto Sharks, l’aver perso contro la prima della classe con l’onore delle armi non deve lasciar scorie per quel che poteva essere e non è stato. Certo, è stata l’ennesima partita persa nel finale, ma bisogna anche dire che di sberle finora gli Sharks ne hanno presa solo una ad Udine, quando finirono sotto di 17 punti; in tutte gli altri match gli scarti sono stati sempre contenuti dentro la doppia cifra, a rimarcare la competitività del gruppo. «Roseto mette energia ed entusiasmo nel giocare un basket diverso dall’abituale», la fotografia del coach della Fortitudo Martino, che la dice lunga sulle potenzialità inespresse degli Sharks. Intanto, finito il girone di andata a 10 punti, e indicando quota 24 come necessaria per la salvezza diretta, è già tempo di guardare al futuro. Perché è qui che si cela il vero leit motiv degli Sharks da qui alla fine della stagione regolare: tutte le squadre in lotta per la salvezza infatti, dovranno venire a giocare al PalaMaggetti, tranne l’ultima in classifica Cagliari, che però ha sul groppone il +18 dell’andata, e Jesi, che fu battuta con addirittura 29 punti di scarto. Ecco quindi che il fattore campo, storicamente importante, torna a pesare in modo consistente, ed il grande supporto arrivato dalle tribune domenica dalla metà del terzo quarto in poi può essere il segnale che anche i tifosi si preparano a fare la propria parte. E se poi la società farà uno sforzo per un innesto di qualità, si potrà davvero battagliare contro tutti da qui fino al 20 aprile, quando finirà la stagione regolare, e dal campo arriverà l’unica risposta che conta. Roseto insomma, è padrone del proprio destino.
Marco Rapone
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