Roseto riparte, Ciafardoni carica: «Questo gruppo può fare bene»

1 Ottobre 2021

ROSETO. Manca oramai pochissimo all’inizio della stagione, con la Liofilchem Roseto che si allena a spron battuto per farsi trovar pronta per la gara di esordio di domenica a Senigallia. A seguir gli...

ROSETO. Manca oramai pochissimo all’inizio della stagione, con la Liofilchem Roseto che si allena a spron battuto per farsi trovar pronta per la gara di esordio di domenica a Senigallia. A seguir gli allenamenti di coach Quaglia, un determinato Ernesto Ciafardoni, al suo secondo anno da presidente del club biancazzurro: «Sono soddisfatto di come si stanno allenando, c’è impegno fisico ma anche voglia di seguire le indicazioni tecniche: siamo vicini all’esser pronti, di sicuro già carichi per questo esordio in trasferta, mai facile per definizione».
Roseto riparte da uno zoccolo duro: ben sei i giocatori confermati: «In effetti già alla ripresa degli allenamenti dopo ferragosto sembrava quasi non avessimo mai smesso» scherza Ciafardoni, che poi spiega la scelta del club: «Confermare quasi in blocco il roster dello scorso anno ci ha permesso di ripartire con una buona base: avevamo già giocatori di ottimo livello, ai quali abbiamo affiancato giovani di belle speranze e un’ala piccola brava come Turel». La campagna abbonamenti accelera come da tradizione nei giorni precedenti all’inizio della stagione, ma nel frattempo si discute ancora sulle percentuali di riempimento dei palazzetti: «Al di là dei numeri spero solo che col lento ma continuo rallentamento della pandemia si possa tornare tutti alla completa riapertura», commenta il numero uno biancazzurro, che poi guarda a casa propria: «Noi siamo fortunati, il PalaMaggetti ha 4mila posti: egoisticamente ci sta già bene il 50% della capienza, con la speranza che quando arriveremo al 100% il nostro impianto risulti piccolo».
Roseto parte con due missioni: «Per ottenere il risultato sportivo dovremo dimostrare di essere stati bravi al 40° minuto di ogni match», conclude Ciafardoni. «Ben sapendo però che fare basket a Roseto con poco pubblico non ha senso. Vogliamo le tribune piene, abbiamo bisogno dell'abbraccio dei tifosi per poter puntare il più in alto possibile».
Marco Rapone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.