Roseto, serve l’impresa a Verona

23 Dicembre 2018

Il coach dei veneti, reduci da 6 vittorie consecutive, è l’ex Dalmonte: «Non mi fido degli Sharks»

ROSETO . Difficile trasferta a Verona per il Roseto Sharks (oggi ore 18), contro una squadra che già dai ranking estivi veniva data come la terza forza del campionato dietro a Fortitudo Bologna e Treviso, un team che dopo un avvio un po’ lento, ha infilato un filotto di 6 vittorie consecutive. Del resto il lavoro di coach Luca Dalmonte, ex di turno che allenò gli Sharks in serie A per uno scampolo della stagione 2003-2004, è risaputo: regole precise in campo per tutti, che creano un canovaccio sul quale i giocatori, una volta assimilate le indicazioni, riescono a produrre risultati importanti. E difatti stanno adesso pagando dividendi le scommesse di inizio stagione: l’americano Henderson si sta dimostrando tiratore preciso da 3 punti (46% per lui e la bomba vincente a fil di sirena con Montegranaro) ma sembra avere le potenzialità per fare ancora meglio; e poi c’è Candussi, pivot arrivato alla stagione della verità, che va sistematicamente a referto vicinissimo alla doppia doppia (16 punti e 8 rimbalzi per gara). Presenta così il match l’allenatore dei veronesi: «Roseto è squadra che si contraddistingue rispetto alle altre per avere una identità ben definita, lontana dall’ordinario. Difesa aggressiva al limite dell’asfissiante, atletismo ed energia diffusi, e un sistema offensivo dove il tutto campo, l’uno contro uno dei singoli e la presenza a rimbalzo d’attacco sono le sorgenti principali della produzione. Il campionato ci insegna a non sottovalutare nessuno, a maggior ragione gli Sharks».
Lo starting five di Verona prevede Amato play, vero ago della bilancia del gioco a 10 punti e 4 assist di media, insieme alla guardia Henderson (12 punti) e a Severini, prezioso collante difensivo; sotto canestro, siccome sembra non ci sarà Udom per infortunio, insieme a Candussi giocherà Maspero. Manca un americano, vero? La mossa di Verona è di far partire dalla panchina da sesto uomo il proprio miglior realizzatore, Jazzmar Ferguson, di rincorsa insieme a Ikangi, Dieng e Quarisa. Per gli Sharks, sempre out Bushati, starà a coach D’Arcangeli motivare il resto della truppa: in fondo bisogna pur sempre considerare che finora, contro squadre che amano un gioco fisico e veloce, gli Sharks non hanno mai toppato, segno che una speranza ci può essere. Per il resto occhio a Pierich, che l’anno scorso giocò con Verona fino a Natale, e oggi vorrà farsi rimpiangere.
Marco Rapone
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