Roseto sfida Imola per la svolta

25 Novembre 2018

Gli Sharks (reduci da due ko di fila) devono vincere per tornare in carreggiata. Pierich: siamo carichi

ROSETO. Trasferta pericolosa per gli Sharks oggi alle 18 al PalaRuggi di Imola, per uno scontro tra due squadre che non potrebbero essere più diverse: da una parte i rosetani che giocano secondo il credo di D’Arcangeli a correre e saltare più di tutti, anche a scapito di certi limiti tattici, per far pesare il più possibile quei mezzi atletici nel dna della squadra; dall’altra invece un gruppo molto esperto, che ama ragionare più che correre, e che per questo vorrà imbrigliare gli avversari in un basket più compassato e tecnico. A suonar la carica per i rosetani ci pensa l’ala Simone Pierich: «Andremo belli carichi per quella che è una gara fondamentale. Sono alla nostra portata, e siccome abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutte, starà a noi rimanere concentrati fino all’ultimo secondo del match». Sarà la seconda trasferta consecutiva per gli Sharks, che arrivano dalla botta di Udine: «Ci concentreremo a giocare il nostro basket senza paura», ragiona Pierich, «questi 2 punti ci servono per il morale ma anche per dare una svolta al campionato, visto che il turno successivo lo giocheremo in casa: arrivarci con una vittoria sarebbe una dose di fiducia verso tutto l’ambiente». Roseto, che si presenterà al completo alla palla a due, dovrà fare però attenzione agli ex di giornata, il coach Di Paolantonio ed il play Fultz, binomio che fu di grande successo in canotta Sharks. Il quintetto imolese è fatto di certezze, con Fultz da play ed “il professore” Bowers insieme al figlio d’arte Crow da esterni; sotto canestro poi la stazza di BJ Raymond insieme all’under Simioni, bravo a portare oltre 10 punti a partita. Il più pericolo degli imolesi è Raymond, giocatore che a prima vista può apparire un po’ appesantito ma che però, come ha detto Di Paolantonio «quando parte è inarrestabile, come un giocatore di football americano»; e non va sottovalutata poi la sua propensione ad aprirsi per il tiro dall’arco, tanto che coi suoi 20 punti abbondanti per gara, è il miglior realizzatore dei suoi. Panchina un po’ meno incisiva, vista l’assenza di un sesto uomo di lusso come Prato: a far rifiatare gli esterni ci sono Magrini, chiamato ad adattarsi alla differenza fisica e tecnica di questo campionato, e l’under Montanari che deve dimostrare di poter dare minuti di tranquillità; nessun problema invece sotto canestro, dove c’è Lele Rossi a far rifiatare i lunghi titolari.
Marco Rapone
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