Roseto Sharks, ora serve un’impresa in trasferta

13 Novembre 2018

Dopo la sconfitta con Montegranaro, all’orizzonte due sfide durissime sui parquet di Udine e Imola

ROSETO. Aver perso con l’onore delle armi contro la seconda in classifica dietro solo all’invincibile Fortitudo addolcisce un poco la pillola agli Sharks, squadra che ancora una volta ha dimostrato di giocarsela contro club attrezzati per ben altri obiettivi. Averlo poi fatto con il peggior Sherrod mai visto in Italia e senza l’infortunato play Nikolic deve solo dare coraggio ad un gruppo che ha di fronte un ciclo di impegni durissimi: si comincia domenica in trasferta ad Udine, squadra a quota 8 costruita per fare i play off da protagonista; la domenica dopo sarà ancora in trasferta ad Imola, 6 punti nel centro classifica, dove Bushati e soci troveranno ad accoglierli l’ex coach dei biancoblù Di Paolantonio con le sue trovate difensive. Il ritorno in casa ci sarà quindi solo ai primi di dicembre, quando i rosetani riceveranno la visita di Ravenna, anch’essa a quota 8, team nel quale gioca quell’Adam Smith che in maglia Sharks due stagioni fa fu cecchino imprendibile per tutti.
Come può prepararsi la squadra per questo difficile trittico di gare? Anzitutto recuperando al meglio delle prestazioni i due americani: la guardia Person ad esempio, attaccante coi cromosomi da Nba, ha faticato molto a trovare i palloni giusti in attacco, a causa della necessità contingente di giocare tanto anche da playmaker, non avendone la visione di gioco né la pazienza, cosa logica per un giocatore abituato ad essere il primo finalizzatore della sua squadra. Magari avere qualche schema in più per trovare con più continuità i suoi tiri potrebbe aiutarlo. Discorso simile va poi fatto per il pivot Sherrod, uscito con le ossa rotta dal confronto coi lunghi del Montegranaro: il suo tabellino a fine gara era demoralizzante, con uno 0/5 dal campo frutto sia delle alchimie della difesa ospite brava a togliergli il pick and roll, sia della poca qualità dei palloni a lui recapitati. Ecco quindi che gli Sharks devono ragionare bene su quello che sembra essere il vero problema della squadra, quello del play. E domenica, l’assenza di un Nikolic comunque mai pienamente convincente, ha solo acuito le difficoltà a macinare gioco in quel ruolo dagli altri giocatori, tutti dotati di grande talento offensivo ma anche di una minore propensione a produrre un gioco ordinato. Alla società il compito di risolvere il problema al più presto, per fare quel salto di qualità indispensabile per tornare alla vittoria.
Marco Rapone
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