Roseto si spegne nell’ultimo quarto San Severo fa il colpo

31 Ottobre 2019

Sharks a corto di idee contro la sorpresa del campionato  D’Arcangeli: «Bisognava giocare di più la palla dentro l’area»

ROSETO. Niente da fare per la Sapori Veri Roseto, sconfitta in casa da San Severo per 67-78, gialloneri pugliesi che pur neopromossi sono da considerare come la vera sorpresa del campionato, bravi a vincere in 4 dei 5 turni fin qui giocati, salendo al primo posto in classifica grazie alla contemporanea sconfitta di Verona. Per gli Sharks c’è nuovamente da recriminare sull’ultima frazione di gioco, dove la squadra è arrivata non tanto spenta fisicamente quanto a corto di buone idee. Ed è stato un vero peccato il non aver approfittato dell’assenza dell’Usa Kennedy, fermo in panchina per una botta alla spalla, ma forse l’aspetto più negativo è stato assistere ad una gara dove è spesso sembrato di giocar fuori casa, grazie all’entusiasmo strabordante dei tifosi pugliesi: un peccato, perché i primi a farne le spese sono stati proprio i giovani biancazzurri. Eppure il match era partito bene con la sfuriata degli Sharks, una costante di questo inizio di stagione, sparata contenuta con difficoltà dai sanseverini: per ben due volte infatti, gli Sharks hanno provato ad andarsene, al minuto 11 sul 25-11 (+14) ed al minuto 26 sul 55-43 (+12), ma la squadra ospite è sempre riuscita a ricucire, cambiando atteggiamento difensivo sul parquet e adeguandosi ai ritmi dei padroni di casa. Già nel secondo quarto infatti, San Severo ha messo in campo una zona 1-3-1 fastidiosissima per gli Sharks, che è riuscita ad impedire, o quantomeno a rallentare il giro palla: ne sono venute fuori conclusioni poco incisive degli Sharks soprattutto dall’arco, dove i tiri erano sempre contestati dai difensori avversari. Nikolic è stato comunque autore di una gara quasi perfetta, con un 7 su 16 dal campo che uniti ai ben 8 rimbalzi catturati e ai 2 assist smazzati lo potevano ergere a uomo del match. Ma questo premio va invece dato a Michele Antelli, play ospite classe 98, che dal minuto 36 ha girato il match a favore degli ospiti, quando si era sul 63-64: due triple dall’angolo in solitaria, e poi ancora un altro missile dall’arco virile hanno scavato il solco definitivo sull’esito della partita per il +10 ospite, 65 a 75 tra i canti dei tifosi di San Severo. Nel dopo gara coach D’Arcangeli non ha nascosto la sua delusione: «Bravi loro a meritare la vittoria, noi invece abbiamo giocato male, mascherando poco le nostre fragilità soprattutto nel finale di gara. Ma non c’è nulla di cui vergognarsi, questo è lo sport per cui non ci resta che lavorare di più in allenamento per migliorarci, perché da oggi giocare e vincere sempre in casa diventa un obbligo».
Un match buttato alle ortiche perché la squadra si è disunita nelle difficoltà: «Senza Kennedy avremmo dovuto giocare di più la palla dentro l’area, si vede che non mi sono fatto capire bene dai miei: mi devo quindi rimproverare, perché è successo di nuovo quel che è accaduto contro Udine o Verona, cioè che quando le cose non vanno proviamo ad inventarci qualcosa invece di continuare a fare le cose che ci riescono meglio. Ecco perché parlo di fragilità, e la nostra non è data dall’età, ma dalle caratteristiche fisiche: cosa che mascheriamo se Pierich fa una gara convincente, molto meno quando lui per tanti motivi non ci riesce».
Tra l’altro proprio Pierich e Nikolic sono usciti a fine gara con una distorsione alla caviglia, e domenica al PalaMaggetti arriverà Mantova: «Giovani come siamo di certo non dobbiamo aver problemi a giocare due gare così ravvicinate. Lavoreremo per recuperare gli infortunati ma voglio essere chiaro: due distorsioni non devono essere un alibi. Ecco perché chiedo agli altri miei giocatori di fare un deciso passo avanti».
Marco Rapone
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