Roseto, una prova da urlo: schiantata anche l’Imola

Match senza storia: +28 sugli ospiti. Quaglia non s’accontenta: «Alzare l’asticella» Emozionante pre gara in ricordo di Antonio Evangelista e sua moglie Francesca
ROSETO. Roseto ha battuto con grande sicurezza un’Imola troppo brutta per esser vera, col punteggio di 102 a 74. Un +28 inappellabile sugli ospiti, in un match che va anzitutto ricordato per quell’emozionante pre gara, quando sono stati ricordati Antonio Evangelista e sua moglie Francesca Di Giovannantonio, coppia prematuramente scomparsa alle cui figlie Claudia e Chiara il Consorzio Le Quote ha voluto devolvere l’incasso della partita. Una commozione che ha toccato il suo apice nelle parole di ricordo degli allenatori della Scuola Minibasket, società con cui Evangelista allenava.
Venendo al match, la lotta è durata davvero pochissimo, tanto che già nei primi 8 minuti sembrava assistere più a Roseto contro Trapani che contro Imola. Peccato però che Trapani fosse Emanuele, nativo di Giulianova, unico a violare la retina rosetana. Un black out incredibile che coach Grandi che non riusciva a risolvere nemmeno chiamando ben due time out. I rosetani nel frattempo tra rimbalzi presi, palle recuperate e assist macinavano gioco dando anche spettacolo, tra gli assist preziosi di un ispirato Amoroso, i canestri a ripetizione di un volitivo Nikolic, e le bombe di Di Emidio, Turel e Ruggiero. Una situazione molto vicina all’ideale, che permetteva a coach Quaglia di ruotare già a 9 uomini, per il 29-11 del minuto 10. Nel secondo quarto Imola continuava a pagar dazio un po’ in tutti i lati del campo, punita da 3 punti quando collassava in difesa per coprirsi a rimbalzo, infilata praticamente sempre quando provava ad essere aggressiva sui portatori di palla. E se poi in attacco, oltre a percentuali rivedibili, saliva anche il numero delle palle perse, per gli imolesi si faceva notte fonda. Un numero su tutti: la valutazione di squadra degli ospiti al minuto 14 era un clamoroso zero, cosa davvero rara ma spiegabile per un team che a metà gara era sotto di 37 punti. Va detto che Imola ci aveva provato dopo l’intervallo lungo, con un paio di triple di Cusenza ed una di Carnovali; peccato però che sull’altro fronte Zampogna, Nikolic e Turel portavano al massimo vantaggio del +43 (74-31 al 26’), prima che una certa rilassatezza, in fondo naturale, cogliesse i biancazzurri che da lì in poi badavano solo a chiudere il match senza inutili scossoni. E così il terzo quarto finiva sul 79-46, sempre +33 per Roseto, con un’ultima frazione in linea con le precedenti, buona però per consegnare agli almanacchi i 5 punti di Gaeta, l’esordio di Mariani, ed il centesimo punto segnato da Bassi, tutti giovani e bravi a farsi trovar pronti. Ma l’immagine nel match è nella giocata finale del lungo serbo Aleksa Nikolic a un minuto dalla sirena: perdeva palla in attacco, la recuperava a metà campo, e poi andava con una schiacciata a due mani in reverse che faceva ripartire i cori dalla Curva Nord, con le tribune ad alzarsi a cantare: un grido di gioia come non si sentiva da tanto, troppo tempo al PalaMaggetti.
Coach Quaglia a fine gara era soddisfatto ma deciso: «Siamo stati bravi a tenere bene Imola in difesa, trovando poi con pazienza ottimi tiri aperti in attacco. Merito della squadra che dimostra di avere una grande voglia di condividere la palla: i ragazzi si cercano tanto e stasera tutto è andato per il verso giusto, gestendo pure i minutaggi. Ma c’è ancora lavoro da fare, vogliamo e dobbiamo alzare ancora di più l’asticella. Intanto però ci godiamo i cori dei nostri tifosi tornati in massa a seguirci: li aspettiamo ogni domenica per divertirci insieme».
Marco Rapone
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