Rossi torna in pista: «Non sono matto»

Il campione della Yamaha oggi ad Aragon per le libere dopo la frattura alla gamba
ALCANIZ. Non è pazzo («mi ha operato un bravissimo dottore»), non punta al titolo mondiale («la lotta è aperta, ma riguarda soprattutto i primi tre») ma vuole solo «tornare al più presto» e magari andare oltre i propri limiti. Quella di Valentino Rossi in questo week end del gran premio di Aragona è soprattutto una sfida con se stesso, adesso che i medici gli hanno dato il via libera per prendere parte alle prove libere di oggi. Così lui ci prova, ad appena una ventina di giorni dalla frattura a tibia e perone che si è procurato facendo del motocross, perché -spiega- «non sento troppo dolore, anche se la gamba mi fa ancora male nei cambi di direzione quando curvo a destra. Però martedì scorso, dopo aver provato a Misano, ho deciso di provarci». Alla gara spagnola non chiede nulla, «sarà un test in vista delle prossime tre gare, e già concluderlo sarebbe un buon obiettivo: più chilometri farò in moto e più mi sentirò a mio agio. Meglio ancora se arrivano dei punti». A giocarsela in chiave iridata saranno Marc Marquez, Maverick Vinales, beniamini del pubblico di casa, e Andrea Dovizioso con la sua Ducati. In molti gli chiedono quale sia stato il segreto di questo rientro che alcuni ritengono prematuro, o perfino un miracolo, e quali le motivazioni per uno che ha 38 anni e ha vinto 9 titoli. «Il numero dei titoli non è di aiuto quando hai un infortunio», risponde Rossi, «quanto all'età, dipende dal tipo di frattura e dalle motivazioni. Ho sofferto molto a perdere Misano, ora sarà importante essere molto concentrati sul lavoro».

