Rossoneri che carattere: assalto al secondo posto

L'allenatore D’Aversa: «Rimontare tre volte a La Spezia non è da tutti, che bravi i ragazzi»
LANCIANO. I pareggi non sono tutti uguali. Fruttano tutti un solo punto in classifica, ma c'è modo e modo per ottenerli. Lo sa bene la Virtus Lanciano, che ne ha sin qui messi assieme ben 12, su un totale di 20 gare disputate. Ma se contro avversari quali Perugia, Crotone, Trapani e Pescara, la squadra di D'Aversa aveva avuto più di un motivo per rammaricarsi per i due punti in più gettati alle ortiche, quello conquistato alla vigilia di Natale, sul campo dello Spezia, merita solo applausi. Per come è maturato, ma, soprattutto, per la prestazione offerta da Mammarella e soci. Non è un caso, del resto, che pur in una giornata ricca di segnature (ben 33), la sfida del Picco sia stata di gran lunga, per la maggioranza degli addetti ai lavori, la più spettacolare del penultimo turno di andata della serie B. «Sfido chiunque, contro un avversario del genere, a recuperare un doppio svantaggio iniziale, concedendo poi il bis dopo aver chiuso, di nuovo sotto di un gol, una prima frazione dispendiosissima, sul piano delle energie». A parlare così, al termine del 3-3 colto in terra ligure, è proprio il tecnico della Virtus Lanciano Roberto D'Aversa. Che incurante del clima non certo primaverile, ha seguito, in giacca (e in piedi, davanti alla panchina) l'incontro, dal primo all'ultimo minuto di gioco. «Non credo di dire un'eresia», ha poi proseguito l'allenatore rossonero, «nel sostenere che se c'era una squadra che nella ripresa ha cercato più dell'altra la vittoria, questa era sicuramente la mia. Comportatasi egregiamente al cospetto di un avversario di indubbio valore e guidato da un allenatore altrettanto bravo. Purtroppo, per l'ennesima volta, raccogliamo meno di quanto avremmo meritato, ma ai ragazzi, stavolta, non ho nulla da rimproverare, essendosi resi protagonisti di una prestazione più che positiva, dalla quale è scaturita una gara combattuta e spettacolare. Anche per merito di chi avevamo di fronte».
Chiamato ad indicare l'aspetto che più l'ha convinto dei suoi ragazzi, mister D'Aversa non ha dubbi: «La condizione atletica, se è vero che, a dispetto di un match con pochissime pause e ricco di capovolgimenti di fronte, abbiamo chiuso in crescendo, giocando in attacco sino alla fine».
L'ha sorpresa il 3-4-3 schierato dal suo collega Bjelica? «Un po' sì dato che alla vigilia l'ipotesi di schieramento più accreditata prevedeva l'abituale 3-5-2. E' stato bravo il mio collega a mischiare le carte, ripetendosi anche ad inizio di ripresa (affrontata, con i suoi avanti di una rete, con un più prudente 4-4-2, ndc), a conferma di una grande duttilità tattica. Noi però non siamo stati da meno. Ecco perché i miei giocatori meritano solo complimenti».
L'ultima battuta riguarda l'avvicendamento Grossi-Vastola: «Fa parte della normale turnazione", spiega in conclusione D'Aversa, «in un campionato sfiancante come la B. Gaetano ha 36 anni e va gestito, senza contare che chi lo ha sostituito ha fatto appieno il suo dovere, segnando anche un gran gol».
Stefano De Cristofaro
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