Rubio va in fuga e vince Thomas sempre in rosa

Il colombiano con un passato nel team abruzzese Aran trionfa in Svizzera
CRANS MONTANA (SVIZZERA). Doveva essere il tappone della Cima Coppi, è stata invece una mini tappa per la decisione degli organizzatori di applicare l'Extreme Weather Protocol, e ridurla a 74,6 km, anche su pressione dei gruppi sportivi e soprattutto del Cpa, il sindacato dei corridori. Niente Gran San Bernardo, trasferimento in autobus fino a Le Châble e poi la mini tappa, la 13ª del Giro n.106, vinta dal colombiano Einer Rubio che ha sfruttato le scaramucce di Thibaut Pinot (Groupama FDJ) e Jefferson Cepeda (EF) rispettivamente secondo e terzo, mentre il gallese Geraint Thomas (Ineos) mantiene la maglia rosa. Pinot si riprende la maglia azzurra di miglior scalatore ed entra nella Top 10, al decimo posto, a 3:13 dalla maglia rosa. «È una grande giornata per me», le parole di Rubio, che vive e si allena a Benevento. «Ho lavorato molto per questo risultato. Pinot e Cepeda erano molto forti, sapevo di doverli tenere d'occhio», ha detto Rubio, che in questa stagione ha vinto una tappa dell'Uae Tour. Ama l'Italia e da noi ha ottenuto le più grandi soddisfazioni. Nella stagione 2019-2020, con la maglia del team abruzzese Aran Cucine diretto da Umberto Di Giuseppe, si era messo in luce al Giro Under 23 con il secondo posto finale. In quella corsa, tra l’altro, arrivò secondo all'Aprica nella giornata del doppio Mortirolo e vinse la tappa della Marmolada. Nel suo palmares anche un Gp Capodarco e il Giro del Friuli. Dopo una stagione in Abruzzo è passato professionista e adesso abita in Campania con la fidanzata.
«È stata una giornata intensa», ha detto il leader del Giro d’Italia Thomas, «la prima salita è stata assai rapida, ci abbiamo dato dentro per poter controllare al meglio la corsa. Pinot è andato molto forte, i ragazzi hanno fatto un gran lavoro nel contenerlo. Ci aspettavamo degli attacchi nel finale che non sono arrivati, evidentemente si è risparmiato per l'ultima settimana».Thomas si esprime poi anche sulla maretta della mattinata, iniziata già giovedì sera: «Noi volevamo schierarci con la maggioranza che volevano il taglio della tappa. In molti si sono ammalati o si sono ritirati, abbiamo passato un'altra giornata al freddo. Alla fine non ci sono state delle temperature estremamente basse, ma ci siamo basati sulle previsioni di ieri».
Dopo le vicissitudini della mattinata di ieri e la simbolica partenza fittizia a Borgofranco d'Ivrea, la carovana si è spostata direttamente in Svizzera per partire alle ore 15 a Le Chable con subito la Croix de Coeur da percorrere. Pronti, via, diversi scatti ma alla fine è partito un tentativo di cinque uomini: Einer Rubio (Movistar), Jefferson Cepeda (EF Education-EasyPost), Derek Gee (Israel Premier Tech), Valentin Paret-Peintre (Ag2r Citroen) e Thibaut Pinot (Groupama FDJ) hanno preso un discreto margine sul plotone guidato dalla Ineos Grenadiers nel quale non ci sono state scaramucce.
Approcciata l'ascesa finale, grande battaglia davanti tra Pinot e Cepeda, con scaramucce costanti. Il proverbio però ha sempre ragione: tra i due litiganti il terzo gode, e ad approfittare della situazione è un super Rubio che, pur salendo costante, riesce ad imporsi nella volata. Nel gruppo principale poche azioni: l'unico tentativo è stato quello di Hugh Carthy (EF Education-EasyPost) che ha guadagnato una manciata di secondi sui migliori regolati da Joao Almeida (UAE Emirates), con Geraint Thomas, Primoz Roglic (Jumbo-Visma) e Damiano Caruso (Bahrain Victorious) a ruota. Oggi si riparte dalla Svizzera con la speranza che il meteo non stravolga altre tappe di questo martoriato Giro d’Italia.
Paride Di Noia

