Rugby verso la franchigia L’Aquila, nodi da sciogliere
Tempo di bilanci. I neroverdi stretti tra budget e posizione dello staff tecnico Gran Sasso si tuffa in un nuovo progetto unitario, ma si cerca un garante
L’AQUILA. Tempo di bilanci per L’Aquila e Gran Sasso. Tra lacrime, abbracci e qualche addio, si è conclusa una travagliata stagione sportiva, che ha visto neroverdi e grigiorossi impegnati nella serie A di rugby.
L’Aquila, dopo un’estate difficile culminata con la rinuncia alla prima partita al Fattori contro i Cavalieri Prato Sesto, sono riusciti con una rosa numericamente incompleta a centrare con anticipo l’accesso alla poule promozione, dove, anche a causa della penalizzazione di 4 punti dopo Genova, non sono mai stati in corsa per la semifinale, in una poule difficile che ha visto le due qualificate vincere ieri nell’andata delle semifinali: il Cus Genova 25-15 sul Valsugana Padova e i Lyons Piacenza 17-23 a Verona. Gli atleti impiegati nel corso delle due fasi di serie A da parte dei tecnici Vincenzo Troiani e Pierpaolo Rotilio sono stati 27, un numero esiguo considerate le 19 partite disputate, con 23 giocatori che vanno in distinta ogni domenica e i tanti infortuni subiti, soprattutto nella seconda parte. Nel corso del campionato sono andati via Marco Mancini, dopo 2 volte in campo e Alessandro Mastrorosa (3 partite) e arrivati l’argentino Santiago Viacava e l’inglese Tristan Grant che hanno sempre giocato, ma coperto solo in parte le carenze nell’organico.
A fare il pieno di presenze (con 19) Alessio Ponzi, Nicolò Speranza e Antonio Barducci, tra i marcatori invece spiccano gli 80 punti del tallonatore Nicola Rettagliata, frutto di 16 mete 8 delle 68 complessive segnate dai neroverdi, atleta che sarà difficile trattenere. Invece sono 54 i punti segnati da Viacava, con 1 meta, 14 trasformazioni e 7 calci, buono anche lo score di Gianmarco Cialente, fermato nel finale da un brutto infortunio, del vicecapitano Marcello Angelini con 40 punti e del capitano Carlo Cerasoli con 6 mete realizzate. La società, supportata prima dal comitato dei garanti composto da Luciano Cicone, Francesco Camerini e Carlo Caione, poi dalle associazioni “Rugbisti aquilani” e “Gente di rugby” è riuscita a portare a termine il campionato, ma ora i soci, a partire dal presidente Fulvio Angelini, che ha raccolto l’eredità di Mauro Zaffiri (venuto a mancare il 25 agosto 2017), Fulvio Giuliani e Aldo Zecca, dovranno approvare il bilancio e decidere sul futuro. «Squadra e staff hanno fatto più di quanto dovuto», afferma Francesco Palmisano trequarti che ha collezionato 18 presenze e 15 punti. «La società ci ha assistito, ma serve di più, dev’essere allestita una squadra con più elementi. Mi auguro che non si faccia il solito errore di aspettare l’ultimo momento per pianificare e costruire una squadra all’altezza».
Tanti i nodi da sciogliere, a partire dai tecnici Vincenzo Troiani e Pierpaolo Rotilio, in scadenza di contratto, che hanno svolto un ottimo lavoro che non è sfuggito all’esterno, ma anche la squadra che potrebbe perdere tanti elementi.
La Gran Sasso, invece, dopo una stagione con sole 3 vittorie ha da tempo avviato un nuovo progetto tecnico e societario insieme a Polisportiva, L’Aquila neroverde e Vecchie Fiamme. La nuova franchigia, che può contare anche sui titoli vinti del glorioso passato aquilano, dovrebbe prendere i colori neroverdi, giocare al Fattori, con la nomina di un presidente che possa svolgere il ruolo di garante. I tanti problemi accusati dall’Aquila e Gran Sasso nell’ultima stagione hanno confermato che al momento la città non riesce a sostenere due formazioni in serie A e l’unica strada percorribile è quella della collaborazione.
Tommaso Cantalini
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