Ruggiero in ospedale: Roseto basket lo perde per almeno due gare

ROSETO. È tornata ieri ad allenarsi la Liofilchem Roseto, in preparazione della trasferta di domenica a Faenza: assente giustificato il capitano Antonio Ruggiero, che nel corso dell'ultimo match...
ROSETO. È tornata ieri ad allenarsi la Liofilchem Roseto, in preparazione della trasferta di domenica a Faenza: assente giustificato il capitano Antonio Ruggiero, che nel corso dell'ultimo match contro la Luiss Roma a causa di una ginocchiata alla coscia era stato costretto ad abbandonare il campo. Per il giocatore, che a Roseto vive da anni con la famiglia, subito il flash back del brutto ricordo dell'anno scorso, quando in Coppa Italia subì lo stesso infortunio, restando fuori a lungo. Anche stavolta la sfortuna sembra averci messo lo zampino: Ruggiero, infatti, è ricoverato in ospedale al Mazzini di Teramo, dove si è dovuto sottoporre ad un piccolo intervento chirurgico. Nulla di grave sia chiaro, ma il giocatore ora resta sotto osservazione, sperando che nel fine settimana l'ecografia possa rivelarne i tempi di recupero. Si può già esser sicuri però che, come minimo, mancherà sia nella trasferta di Faenza sia nel successivo match in casa con Cesena. Solo quando si conosceranno i suoi tempi di recupero, Roseto potrà ragionare sulle mosse da fare: la corsa al lungo Seck, oramai si è allungata talmente tanto che sembra raffreddarsi ogni giorno di più, e viste le prestazioni sempre più convincenti di Bassi questo potrebbe non essere un problema; di un nuovo esterno invece, magari under e futuribile, se ne parlerà solo in caso di suoi tempi lunghi. Non va dimenticata però un’ultima annotazione: la variante Omicron ha oltremodo ridotto negli ultimi turni casalinghi le presenze sugli spalti, prova ne sia che nonostante un tetto limite di 1.400 posti, le presenze viaggiano intorno ai 500 per gara. E' troppo poco, e solo l'affetto più numeroso dei tifosi potrà far da grimaldello all'eventuale arrivo di un rinforzo, sia esso un lungo, un esterno, o magari chissà, tutti e due.
Marco Rapone
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