Rullo: «Non credevo nell’Avezzano»

Serie D, l’ex marsicano: «Ero arrivato per vincere, ma non c’erano le basi»
«Non credevo nel progetto dell'Avezzano. Ero venuto per vincere il campionato ma, dopo un mese di ritiro, mi sono accorto che non c'erano le condizioni per farlo. I risultati mi stanno dando ragione. Ho giocato in anticipo da buon difensore».
Domenica Erminio Rullo tornerà allo stadio Dei Marsi per sfidare il suo passato. L'ex difensore di Napoli e Lecce è tornato all'Agnonese dopo aver iniziato la stagione con l'Avezzano.
La sua avventura in Abruzzo è durata pochissimo: dopo appena un mese di ritiro e una sola presenza in coppa Italia con il Francavilla, ha deciso di lasciare la squadra insieme a Cassese, anche lui tornato ad Agnone. «Mi sono successe più cose in un mese ad Avezzano che in tutta la mia carriera», racconta Rullo. «Con il primo allenatore Marino non c'era dialogo. Il problema è che la squadra è stata costruita male e le scelte non sono state fatte insieme al mister che si è ritrovato alcuni giocatori che non voleva perché non adatti alle sue idee di calcio. Marino disse chiaramente che voleva mandare via quattro o cinque giocatori grandi e si è creato subito un ambiente poco sereno».
L'Avezzano ha poi cambiato quattro allenatori in un mese: Marino, Gallese, Aiello e infine Giampaolo. «Con il nuovo allenatore ho avuto un buon rapporto. Giampaolo è una persona seria e preparata. Ma non ero più convinto del progetto. Non riuscivo a lavorare bene perché non ero contento. A nomi l'Avezzano è la squadra più forte del campionato, ma è stata costruita senza pensare a un'organizzazione tattica. Ho preferito, dunque, tornare ad Agnone dove guadagno di meno ma sono sereno. Ho comunque tanta stima del presidente Paris, una persona passionale e che fa grandi sacrifici per il calcio. Sono in dubbio per domenica perché ho un problema muscolare, ma spero di esserci».
L'Aquila. Non si muove nulla. Nei prossimi giorni l'amministratore unico Antonio Ranucci depositerà il bilancio della società che prevede grosse perdite. Entro la fine del mese, poi, convocherà un'assemblea dei soci nella quale occorre ripianare le perdite. Se questo non avverrà, il rischio è la messa in liquidazione. Ranucci finora non ha ricevuto nessuna garanzia. L'ipotesi di rendere meno gravoso il bilancio con sponsorizzazioni pluriennali da parte delle aziende degli attuali soci resta in piedi, ma non ha preso ancora realmente corpo. L'altro grande problema è relativo a chi porterà avanti la gestione sportiva. La situazione, insomma, resta caotica.
Giammarco Giardini
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