Sabbatini delude nei 1.500 Palmisano super: è bronzo

L’atleta teramana saluta la finale: «Non stavo bene, non so cosa sia successo» Salto in lungo: Iapichino fuori dal podio. Jacobs torna e si ferma in semifinale
TERAMO. Niente da fare per Gaia Sabbatini. Nella semifinale dei 1.500 dei Mondiali di atletica leggera in corso a Budapest, l’abruzzese si è ritirata a 300 metri dal traguardo, ormai resasi conto di non poter lottare per i primi 6 posti utili per entrare in finale. Sabbatini ha cercato in tutti i modi di tenersi nel gruppo di testa, ma non è riuscita a reggere l’ulteriore cambio di marcia delle migliori. Da rilevare però che la sua semifinale, a differenza della prima che ha invece qualificato a sorpresa l’altra azzurra Ludovica Cavalli, sesta con 4’02”83 (nuovo primato personale), è stata molto più difficile in quanto corsa a ritmi elevatissimi. Basti pensare che le prime nove classificate hanno chiuso sotto i 4 minuti e che, per piazzarsi sesta, l’atleta teramana avrebbe dovuto migliorare il suo primato personale di 3 secondi e 39 centesimi, cioè superare il record italiano. Sesto posto occupato da una delle sue eterne rivali, l’australiana Jessica Hull, con 3’57”85.
L’altra semifinale, dall’andamento tattico totalmente opposto, è stata vinta con 4’02”14 dalla keniana Nelly Chepchirchir, mentre la gara dove era impegnata la Sabbatini è stata vinta da un’altra keniana, la favorita e primatista del mondo Faith Kipyegon con 3’55”14. Rimane comunque il bilancio negativo del mondiale della Sabbatini, presentatasi con aspettative diverse alla luce del recente primato personale di 4’01”24 e della buona impressione lasciata il giorno precedente in batteria. Molto abbattuta, a caldo la Sabbatini è stata di poche parole: «Non mi sentivo bene già prima della gara. Non so cosa sia successo, una sensazione di raptus di acido lattico misto a stanchezza. Sono veramente delusa, mi dispiace».
Nel complesso, una giornata positiva quella di ieri per i colori azzurri. La campionessa olimpica Antonella Palmisano, reduce da due anni di quasi inattività per un serio problema fisico, ha conquistato un bronzo inatteso nella gara di marcia 20 chilometri. C’erano invece aspettative di medaglia per Larissa Iapichino nel salto in lungo, il cui quarto posto con 6,82 metri ha un sapore più amaro che dolce. Il risultato del campione olimpico Marcell Jacobs, fuori dalla finale dei 100, quinto in semifinale con 10”05, non va letto in chiave negativa. È un segnale di uscita dal lungo tunnel di problemi fisici che ne hanno compromesso l’attuale stagione. Ma il suo mondiale non finisce qui. L’oro di Tokyo è infatti atteso dall’impegno con la staffetta 4 x 100, dalla quale ci si aspetta molto con la sua presenza.
La sua collega dei 100, Zaynab Dosso, si qualifica in semifinale con tanto di primato italiano eguagliato con 11”14. Centra la finale del salto in alto, anche se in modo sofferto, il campione olimpico Gianmarco Tamberi, ex portacolori dell’Atletica Vomano nel 2009 e 2010, con la misura di 2,28, insieme a Marco Fassinotti, stessa misura.
Roberto Ragonese
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