Sabbatini stacca il pass per Tokyo «È il sogno che avevo da bambina»

La mezzofondista rappresenterà l’Abruzzo ai Giochi olimpici 17 anni dopo De Benedictis e Di Cecco «Sono così felice che mi scoppia il cuore: questo è solo l’inizio di un lungo viaggio, darò il massimo»
TERAMO. Era un sogno, poi diventato obiettivo. Ora è realtà. Ufficializzata la lista dei 76 convocati dell’atletica (41 uomini, 35 donne) per i Giochi Olimpici di Tokyo, nei quali figura anche Gaia Sabbatini, che rappresenterà l’Italia nella gara dei 1500 (il programma dell’atletica è dal 30 luglio all’8 agosto). L’atleta teramana, in un post su Instagram (con 220.000 follower è l’italiana dell’atletica più seguita) racconta tutta la sua emozione. «Era il 2012 ed una bimba dai capelli biondi scriveva nel suo diario segreto che il suo più grande desiderio era di partecipare alle Olimpiadi del 2020. A 12 anni avevo già le idee molto chiare e ad oggi nulla è cambiato. Oggi questo sogno è diventato realtà e sono così emozionata, così felice che mi scoppia il cuore», dice Sabbatini. «Questo è solo l’inizio di un lungo viaggio e sono carica e concentrata per dare il meglio di me».
L’ultima Olimpiade con la presenza di abruzzesi in atletica era stata quella di Atene 2004, che aveva visto la partecipazione di Giovanni De Benedictis nella marcia di 50 km (la sua quinta e ultima Olimpiade) e di Alberico Di Cecco in maratona. Due soli teramani avevano finora vissuto l’esperienza olimpica: i sollevatori di peso Vincenzo Pedicone (Mosca 1980) e Anselmo Silvino (Messico 1968, Monaco 1972).
Un traguardo, ma soprattutto un impegno esaltante per la 22enne mezzofondista delle Fiamme Azzurre allenata da Andrea Ceccarelli, ma cresciuta nell’Atletica Gran Sasso, a suo tempo avviata al mezzofondo e allenata fino al 2018 da Marcello Vicerè. Una partecipazione conquistata a suon di risultati e prestazioni tecniche molto convincenti in questa stagione: il minimo diretto per le Olimpiadi sfiorato per soli 3 centesimi con 4’04”23 in occasione del Golden Gala di Firenze; la vittoria dei 1500 all’Europeo per nazioni; l’ultima impresa in ordine di tempo, la prestazione cronometrica di 2’00”75 sugli 800 (nona prestazione italiana di tutti i tempi), in occasione dei campionati italiani assoluti, dove è giunta seconda. E poi gli ottimi risultati della stagione indoor, culminata con l’esordio in azzurro agli Europei. Come si direbbe, una promozione conquistata duramente sul campo, gara dopo gara, esperienza dopo esperienza, anche quelle non positive a livello internazionale.
Gaia Sabbatini è ora attesa da una preparazione molto impegnativa e delicata, resa più complessa dall’assimilazione del fuso orario giapponese e dall’importante tappa di avvicinamento dei campionati europei under 23 di Tallin, in Estonia, dall’8 all’11 luglio. Sarà una delle punte azzurre, la sua ultima esperienza in una nazionale giovanile, una sorta di saluto prima di tuffarsi nella grande atletica, quella a cinque cerchi. Sui 1500 delle Olimpiadi sarà schierata anche Federica Del Buono, una potenziale campionessa sulla strada del recupero, che potrà essere di aiuto e da stimolo per Gaia Sabbatini.
Roberto Ragonese
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