Sagan re delle volate nel Tour orfano di Nibali «Non c’è sicurezza»

21 Luglio 2018

PARIGI. Dopo la scorpacciata delle salite alpine, Peter Sagan non si fa sfuggire l'occasione in pianura e sul traguardo di Valence firma la sua personale tripletta nell'edizione 105 del Tour de...

PARIGI. Dopo la scorpacciata delle salite alpine, Peter Sagan non si fa sfuggire l'occasione in pianura e sul traguardo di Valence firma la sua personale tripletta nell'edizione 105 del Tour de France vincendo in volata la 13ª tappa, da Bourg d'Oisans a Valence, di 169,5 km. Una frazione di trasferimento, che ha portato i corridori nel dipartimento della Drme e il fuoriclasse slovacco di nuovo sul gradino più alto del podio. Il tre volte campione del mondo ha battuto in rimonta il campione europeo Alexander Kristoff e Arnaud Demare, che pure si era speso insieme alla Groupama Fdj per cercare di tenere sotto controllo la fuga di giornata, promossa da De Gendt, Claeys, Scully e Schaer, con quest'ultimo ripreso a una manciata di chilometri dal traguardo (oggi correrà con il numero rosso, sinonimo di ciclista più combattivo di giornata) quando sembrava quasi avercela fatta.
Non aveva però fatto i conti con gli uomini della Bora-Hansgrohe, sempre in grado di controllare la corsa e che a due km dall'arrivo si sono posizionati per favorire il loro capitano. Che non ha tradito le attese, firmando il successo n.11 nei Tour finora corsi. Nelle retrovie i due azzurri, Andrea Pasqualon (8°) e Sonny Colbrelli (9°), mentre il gallese Geraint Thomas si conferma maglia gialla in una classifica orfana di Vincenzo Nibali e che vede sempre al secondo posto il britannico Froome (a 1'39”) e terzo Dumoulin (1'50”).
Dopo la tappa rigenerante di ieri, oggi si torna in quota: è in programma la frazione da Saint Paul Trois a Chteaux, di 188 km, con gli ultimi 100 km caratterizzati da una serie di salite brevi ma dure. Il gran finale sarà sulla Cote de la Croix Neuve, uno strappo di tre chilometri al 10% che promette battaglia.
Nibali a casa. «Ho visto le facce dei medici quando abbiamo fatto le lastre e non lasciavano trasparire buoni segnali. Il dolore poi era fastidioso. I dottori parlavano in francese e non ho capito un granchè all’inizio; poi abbiamo fatto la risonanza ed stata confermata la frattura alla vertebra», così il ciclista siciliano Vincenzo Nibali, costretto ad abbandonare il Tour de France dopo l’incidente di giovedì. «C’erano fumogeni e un po’ di tifosi in mezzo alla strada, credo che abbiano superato le barriere. Ero partito per stare dietro Froome poi sono finito per terra per via di una moto della polizia», ha raccontato il campione di Messina. Da parte di tutti l’appello a investire di più sulla sicurezza dei corridori, a repentaglio in determinate occasioni.