Salamon e Guana, adesso tocca a voi

All’Adriatico arriva il Bologna e Baroni cambia il Pescara
PESCARA. Ieri sera all’hotel Dragonara ha fatto un piccolo brindisi con i più stretti collaboratori, oggi, però, spera di ricevere un bel regalo dal suo Pescara. Marco Baroni ieri ha compiuto 51 anni, ma senza troppi clamori. La sua testa è rivolta alla partita di stasera (ore 20.30). Il Delfino riceve all’Adriatico, dove sono attesi 7mila spettatori (2.100 fino a ieri sera i biglietti venduti), il Bologna e spera di centrare la prima vittoria della stagione, dopo due pareggi consecutivi con Trapani e Ternana.
Contro i felsinei di Diego Lopez, il Delfino cambierà ben quattro pedine rispetto alla trasferta di Terni. In difesa, al centro, spazio all’inedito tandem formato da Cosic e Salamon. Il serbo è al rientro dopo la parentesi con l’under 21 serba, invece Salamon è all’esordio dal primo minuto, dopo gli ottimi 20’ giocati a Terni. «Dietro potrei cambiare qualcosa», osserva Marco Baroni, «Salamon mi è piaciuto parecchio. È un ragazzo forte e molto attento, potrei lanciarlo dall’inizio». Il tecnico biancazzurro vuole dare un po’ di respiro a Zuparic e, soprattutto, all’esperto Pesoli che non è ancora al top della condizione.
Non solo novità nelle retrovie. «Guana è pronto per giocare, ma potrebbe non avere tutti 90’ nelle gambe. In questo momento Roberto lo vedo come mezzala duttile. Non farà mai l’interno come Bjarnason, ma conosce i tempi del calcio ed è uno che ha circa 300 partite giocate in serie A». L’ex Chievo è l’altra novità del centrocampo, insieme a Bjarnason.
L’islandese, anche lui, come Cosic, reduce dagli impegni con la Nazionale, scalpita per riprendersi la maglia da titolare. Il biondo centrocampista è l’unico dubbio di Baroni. «Birk è arrivato ieri sera (mercoledì), si è allenato e sta bene. Valuterò il suo utilizzo, ma in ogni caso ci darà una mano dall'inizio o entrando. Ci sono dei ragazzi che hanno delle differenti condizioni, quindi devo fare delle scelte sulla base della tenuta e delle motivazioni». L’islandese è in ballottaggio con Lazzari, ma è in netto vantaggio sull’ex Novara. Il tridente, invece, è confermatissimo con Politano, Maniero e Pasquato (ex di turno). Il Pescara, dunque, è pronto per affrontare nel migliore dei modi il Bologna. «È una squadra forte, costruita per tornare subito in A e dovremo sfoggiare una prestazione di valore e di grande convinzione». Baroni, inoltre, sta studiando un modo per arginare le giocate di Cacia, magari come ha fatto a Terni, tenendo i reparti stretti e la linea difensiva più alta. «Cacia è un bomber di razza e sarebbe importante tenerlo il più lontano possibile dalla nostra porta». Sarà anche interessante vedere l’incontro, dopo alcuni mesi, tra l’allenatore biancazzurro e Marcel Buchel. L’austriaco si era praticamente promesso al Pescara, ma. alla fine, tra lo stupore della società, ha firmato per il Bologna. «Lo rivedrò e certamente lo saluterò con affetto, credo che entrambi ci rispettiamo molto. Nessuno spirito di rivalsa verso Buchel, non sono il tipo».
Baroni, dunque, senza rancore pensa solo alla partita. «Con il Bologna non voglio rivedere l’atteggiamento di una squadra che sa di esser brava ma che non ha saputo mettere in campo la determinazione e la voglia di prendere in mano la partita. A Terni potevamo sicuramente fare qualcosa in più».
Mercato. Antonino Ragusa, in comproprietà tra Genoa e Pescara, ha prolungato il contratto con i liguri fino al 2018 e ha accettato il prestito al Vicenza. In Veneto andrà anche il giovane centrocampista Andrea Mancini, 18 anni, anche lui con la formula del prestito.
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