Salvatore: un trauma lasciare la Civitella

27 Maggio 2020

Il campionato di serie A 1969-1970 vide la vittoria del Cagliari di “Giggirriva”. Circa un mese dopo, i campionati mondiali in Messico. Ultime immagini di un calcio in bianco e nero, insomma. E tra...

Il campionato di serie A 1969-1970 vide la vittoria del Cagliari di “Giggirriva”. Circa un mese dopo, i campionati mondiali in Messico. Ultime immagini di un calcio in bianco e nero, insomma. E tra coloro che, pur apprezzando il nuovo impianto, fecero fatica a metabolizzare l’idea di vedere le maglie neroverdi lontano dal campo della Civitella, c’è Tonino Salvatore, teatino doc e, in tempi più recenti presidente della Figc provinciale. «Ricordo bene quel giorno», spiega sorridendo, «e mi colpì soprattutto l’ampiezza della tribuna. In campo c’era il Milan campione del mondo, fu una bella festa ma non nego che a prevalere fu un velo di tristezza avendo giocato tanti anni con il Chieti, anche in quella storica formazione del 1955 che venne chiamata proprio il “Milan del sud”. Ecco, ci si lasciava alle spalle non solo un terreno di gioco, ma tutto un piccolo mondo di provincia pur consapevoli che era comunque necessario dotare la città di una struttura moderna della cui gestione, non sempre facile, ho peraltro avuto modo di occuparmi in maniera diretta nei primi anni novanta ricoprendo la carica di assessore comunale allo sport».