Salvemini: in Abruzzo i tecnici valore aggiunto

2 Gennaio 2018

Il coach teatino del San Severo capolista imbattuta: «Il livello molto qualificato  degli allenatori aiuta a formare nuovi atleti e a rispettare gli obiettivi dei club»

PESCARA. Appena fuori dall’Abruzzo ha già nella mani un primato. La sua Cestistica San Severo, alla fine del girone di andata (serie B girone C) è l’unica squadra imbattuta di tutto il panorama cestistico nazionale (tra A, A2 e B). Guida come un treno il girone nel quale militano le cinque formazioni abruzzesi, e ha già guadagnato da tempo le finali di Coppa Italia di serie B, obiettivo conquistato recentemente anche dall’Amatori Pescara, la sua precedente creatura.
Giorgio Salvemini, teatino, 45 anni, nel pieno della maturità professionale continua a raccogliere significativi successi nelle squadre che gli vengono affidate. Dall’esordio come coach nell’Audax Chieti ha poi lavorato in quasi tutte le piazze d’Abruzzo (Roseto, Silvi, Chieti Torre di Passeri, Lanciano, Pescara) con una parentesi anche a Campobasso, prima di emigrare a San Severo in una delle società storicamente più ambiziose della categoria. E negli ultimi nove anni ha centrato otto volte i play off, massimizzando sempre con i risultati il valore tecnico del roster che ha avuto in gestione, come nell’ultimo triennio all’Amatori, alla quale è rimasto molto affezionato.
Salvemini, qual è il segreto del suo San Severo imbattuto, al di là del valore tecnico dei singoli?
«La squadra è allestita con elementi in grandissima ascesa che hanno una elevata etica e rispetto del lavoro. C’è, inoltre, una piena condivisione tra società e settore tecnico, presupposto molto importante. La qualità del lavoro fa poi il resto».
Come giudica questo campionato di serie B che vede protagonista la sua formazione?
«Ritengo sia di livello elevato; dietro di noi ci sono diverse squadre raggruppate in pochissimi punti, a dimostrazione che, in un torneo indecifrabile e lungo, non è scritto ancora niente, nemmeno per la mia squadra. Tutte hanno potenziali margini di miglioramento, e credo inoltre che sia elevata la qualità degli allenatori».
Già, ed il giudizio viene da una fonte autorevole, visto il ruolo, parallelo a quello di coach, che Salvemini riveste nell’ambito della Fip come formatore nazionale, nonché come responsabile della formazione degli allenatori in Abruzzo. Il cammino delle abruzzesi in serie B come lo vede?
«Penso che ogni squadra sia totalmente in linea con gli obiettivi posti dalle rispettive società. Campli, Amatori e Teramo hanno un ottimo roster, e le ultime due sono quelle che più ci hanno messo in difficoltà nelle gare finora giocate. Giulianova ha una buona squadra da fascia alta, e sono molto fiducioso anche per Ortona, che ha la piena consapevolezza di potersi salvare centrando gli obiettivi minimi che si era posta».
Quale pensa sia lo stato di salute del movimento cestistico abruzzese?
«E’ un movimento in salute che può esprimere ancora tanto, in Abruzzo c’è fame di basket. Una società in A2 e cinque in B, rapportate alla popolazione della regione certificano già il successo del movimento. Certo, poi tutto è migliorabile ed i presupposti ci sono. Mi preme specificare l’importanza del ruolo degli allenatori che trasformano in giocatori tutti quei giovani ai quali non bastano solo le doti tecnico/fisiche. Se ci sono buoni giocatori, è anche perché ci sono buoni tecnici che li hanno allenati. E nella nostra categoria (B) sono diversi i tecnici abruzzesi che lavorano con ottimi risultati. Presidenti/società che investono e allenatori che trasmettono professionalità e passione: con tali condizioni il movimento non può che crescere».
Salvemini, lei è sicuramente pronto per il salto in A, e magari riuscirà ad ottenerlo già da questa stagione con la propria squadra. I tempi sono maturi?
«Sono orgoglioso della mia carriera, e per il futuro le variabili sono tante. Certo, lavoro soprattutto su me stesso, per crescere nella professionalità che posso trasmettere. L’ambizione ad elevarsi perso sia una cosa normale».
Paolo Toro
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