Salvezza meritata Fiorillo eroe ai rigori

Pucciarelli illude, il Perugia ribalta il risultato grazie a due disattenzioni Nella ripresa meglio i biancazzurri, negato un rigore su Kastanos
Una notte da ricordare per i colori biancazzurri. Una salvezza meritata, conquistata ai rigori ma legittimata da una prestazione convincente. Il Pescara resta in serie B grazie a una serata d’autore, sicuramente la migliore partita dal lockdown in poi. Probabilmente sul podio tra quelle disputate in trasferta in tutta la stagione. Una partita impostata sulla tecnica e sul possesso palla al cospetto di un Perugia che ha fatto leva sul corpo a corpo. Sulla fisicità. Due filosofie agli antipodi. La partita l’ha vinta il Perugia, la salvezza l’ha portata a casa un Pescara che ha giocato a testa alta, evitando di chiudersi e cercando sempre di attaccare. Poi, l’arcinota sterilità offensiva gli ha impedito di mettere in cassaforte la serie B anzitempo. Ma alla formazione di Sottil vanno riconosciuti personalità e carattere. Oltre che razionalità e una condizione atletica migliore di quella del Perugia che, nonostante fosse in vantaggio alla fine del primo tempo, ha perso smalto cammin facendo fino a sprofondare in serie C. Ha subìto un Pescara che ha giocato palla a terra, facendo fruttare le qualità tecniche. Gara giocata a porte chiuse, con i tifosi fuori dallo stadio e con la tensione che si taglia a fette. Sicuramente migliore l’approccio del Pescara, passato in vantaggio al 16’ con Pucciarelli che sul secondo palo devia in rete un cross di Galano dalla destra. Una prodezza che doveva mettere la strada in discesa ai biancazzurri, visto anche il Perugia impietrito. Ma l’illusione dura un paio di minuti, perché alla prima occasione il Grifone colpisce, sfruttando il tallone d’Achille del Pescara, ovvero i calci da fermo. Sugli sviluppi di un angolo il tocco sul primo palo libera Kouan (già a segno all’andata) nell’area piccola che devia nel sacco. Il Pescara accusa il colpo ma resta in piedi; il Perugia gioca di forza più che con la testa. Al 40’ la squadra di Oddo ribalta il risultato. Sempre sugli sviluppi di calcio d’angolo: questa volta la deviazione, sempre di testa sul primo palo, è dell’ex Melchiorri. Due gol fotocopia nella sfida più importante dell’anno, l’immagine di una stagione in cui la difesa trema su ogni palla alta. Parità assoluta tra andata e ritorno. Il Pescara ha la forza di continuare a giocare come se nulla fosse. Anzi, nella ripresa prende in mano le redini dell’incontro e gioca un calcio gradevole in considerazione del fatto che è l’ultima gara di una stagione travagliata e stressante e calcolando l’importanza della posta in palio. Lottano con il coltello tra i denti le due squadre, il Pescara lo fa dando del tu al pallone. Arriva bene fino alla trequarti avversaria, poi si perde. Al 22’ ci sarebbe anche un rigore visto che Nzita va dritto su Kastanos in area senza curarsi del pallone. Nè Aureliano di Bologna, nè il Var Sacchi di Macerata però se ne danno per intesi. Partita bloccata, nonostante le sostituzioni. Nemmeno l’ingresso in campo di Iemmello, vice capocannoniere della serie B, modifica i valori in campo. E così si arriva ai tempi supplementari. Il copione viene riproposto senza variazioni sul tema che vede il Pescara fare la partita. Del gol, però, nemmeno l’ombra. L’equilibrio di valori espressi tra andata e ritorno porta alla lotteria dei rigori. In porta al Perugia c’è Vicario, il portiere che l’anno scorso retrocesse con il Venezia ai play out proprio ai rigori. La storia si ripete. Sbaglia Galano per primo. Poi, sale in cattedra il capitano Vincenzo Fiorillo che para prima su Buonaiuto e poi su Iemmello. Quando manca poco alla mezzanotte al Curi e il caldo è sfiancante ecco il rigore di Masciangelo, quello della salvezza alla vigilia di Ferragosto. Quello della liberazione, capace di scacciare l’incubo della serie C a dieci anni dalla promozione in B firmata da Eusebio Di Francesco in panchina. L’importante ora è fare tesoro degli errori commessi in questa stagione, a tutti i livelli; cambiare e ringiovanire l’organico. E ringraziare la dea bendata che ha messo di fronte ai play out un Perugia che da gennaio ad oggi ha collezionato solo disastri.
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