Salvezza per due a Firenze L’Empoli sprofonda in B

27 Maggio 2019

Pari del Genoa e festa al Franchi. Viola contestata, cessione societaria a un passo Andreazzoli: «Squadra col piglio giusto, si è sacrificata, merita dieci e lode»

FIRENZE. Pareggiando 0-0 e badando per lunghi tratti a non farsi male Fiorentina e Genoa hanno ottenuto quello che volevano: la salvezza. A scapito dell’Empoli uscito ko dalla trasferta contro l’Inter e nonostante un buon finale di campionato. Ma se la squadra ligure alla fine ha fatto festa e il patron Preziosi al fischio finale s’è abbracciato con i propri collaboratori, non altrettanto è stato per quella viola, senza vittorie al Franchi in campionato da dicembre, uscita tra i fischi e accompagnata dallo striscione “Niente da festeggiare, vi dovete tutti vergognare”, apparso alla fine in curva Fiesole insieme al coro “Meritiamo di più”. Slogan soprattutto contro i Della Valle, comunque assenti per quella che era la partita più importante della stagione e forse l’ultima della loro gestione viola. In tribuna, oltre all’ex premier Matteo Renzi, è stato avvistato Joe Barone, braccio destro di Rocco Commisso, il magnate italo-americano interessato all’acquisto della Fiorentina. Ieri sera la società viola ha comunicato che provvederà questa mattina a richiedere ai suoi consiglieri la convocazione urgente di un consiglio di amministrazione. «È stata una partita condizionata dalla paura di entrambe le squadre, i miei giocatori per fortuna sono stati bravi a non perdere mai la calma e ad essere più lucidi rispetto alla sfida persa una settimana fa a Parma», ha sottolineato il tecnico Vincenzo Montella, ieri squalificato, «sono felice per la salvezza e adesso mi auguro si possa ripartire con maggior tranquillità e con programmazione. Il nostro è stato un campionato strano, non siamo mai stati concreti per quello che creavamo. Da parte mia c’è grande entusiasmo per il futuro, e l’obiettivo sarà quello di portare la Fiorentina almeno dall’altra parte della classifica e anche qualcosa in più. Non si può giudicare la squadra da questo finale di stagione, anche spesso sfortunato. Sono felice che non si sia concesso quasi nulla al Genoa che ha spesso segnato in contropiede. Pareggio scialbo? A me dispiace per l’Empoli perché è casa mia».
Pericolo scampato anche in casa Genoa. «Non vorrei passare un altro anno così», ha esordito il presidente Enrico Preziosi, «mi assumo le mie responsabilità e mi dispiace perché i tifosi hanno sofferto. La mia promessa è quella di non far passare più un anno così. Ho sempre detto che se ci fosse qualcuno più capace e che abbia mezzi sufficienti, la società è a disposizione. Quel poco che ho fatto in questi anni l’ho sempre fatto in buona fede. Ho la cultura da tifoso e retrocedere sarebbe stato un dramma».
Aurelio Andreazzoli, allenatore dell’Empoli, prova a prenderla con filosofia, nonostante la retrocessione bruci. «Non possiamo essere troppo felici stasera», ha commentato dopo il ko contro l’Inter, «siamo soddisfatti perché abbiamo condotto una gara come volevamo condurla, tenendola aperta fino in fondo, senza trascurare la nostra idea di gioco, senza buttarla in cagnara. Ho visto un quarto d’ora finale che mi dà soddisfazione, che mi lascia veramente soddisfatto. La squadra non è mai mancata, il piglio è stato sempre giusto, la mentalità pure, la voglia di sacrificarsi e applicarsi da 10 e lode. Li ho ringraziati questi ragazzi».
Roberto Di Candio