Samb piega il Giulianova

Gol-lampo dei rossoblù, nel finale Di Stefano spreca un’occasione
GIULIANOVA. Segna Titone al 2’, spreca Di Stefano al 92’. Così, nel Fadini blindato, alla Sambenedettese va la vittoria, e al Giulianova soltanto l’onore delle armi. Il 27° derby tra le due storiche rivali rivierasche ha rispettato il pronostico della vigilia ma non è stato scontato come potevano far credere la solida posizione di leader della Samb, con il fiore all’occhiello del migliore attacco del girone, e l’ultima posizione in classifica del Giulianova, con il fardello di peggiore attacco e peggior difesa. Sul campo, probabilmente penalizzante per i più tecnici rossoblù a causa di dimensioni strette e gibbosità, il Giulianova ha tenuto testa alla capolista, anzi, l’ha messa spesso in difficoltà e avrebbe anche meritato il pareggio per generosità e gioco. Non era facile per i giallorossi dopo una settimana di tensioni e colpi di scena. Va riconosciuto a Gelsi di avere preparato a dovere la squadra nei due giorni e mezzo di ritiro e con una tifoseria ostile nei confronti suoi e del presidente Serraiocco che lo ha rivoluto in sella.
Nella giornata giallorossa indetta dalla società è stata festa a metà, per il record d’incasso stagionale e il clima del vecchio Fadini, bisogna ammetterlo, per gran merito della tifoseria rossoblù. Purtroppo per il Giulianova, l’impresa dell’Agnonese e il pareggio del Castelfidardo a Campobasso portano a 6 le lunghezze di distanza dalla zona play out, Le squadre si sono schierate col 4-2-3-1, poi rimodulato nel 4-3-3. Al 2’ la Samb è in vantaggio. Sborgia sbaglia il tempo dell’intervento di testa, Titone controlla e dai 30 metri coglie l’angolo alla destra di Proietti con il favore del vento. Immediata la reazione del Giulianova al 5’ e al 17’ con due punizioni di Giampaolo e al 32’ con Emili, sambendettese in prestito, che alza troppo la mira di destro al volo. Più pericolosa la Samb al 40’ con Sabatino. Conclusione al volo alzata in angolo di piede da Proietti. Sul susseguente corner di Raparo, ancora Sabatino schiaccia di testa, ma la palla finisce sul compagno Salvatori. Al 46’ percussione di Titone, cross per Candelori, colpo di testa alto. Il gol fulmineo ha forse nociuto più alla Samb, che ha pensato di aver risolto subito la pratica, che al Giulianova, capace invece di una vigorosa e volenterosa reazione.
Nella ripresa, al 16’, rinvio di Proietti sui piedi di Sabatino che quasi dalla linea del centrocampo tenta la conclusione al volo che si trasforma in un invito per Titone, il quale sbuca tra Sbaraglia e Proietti ma sparacchia alle stelle a porta vuota. Al 47’ la clamorosa palla-gol del possibile pareggio per il Giulianova. Imbeccato da Giampaolo, Di Stefano, appena entrato, si ritrova solissimo davanti a Pegorin in uscita ma il suo tiro è debole e viene smanacciato dal portiere.
A fine gara Michele Gelsi, direttore tecnico del Giulianova, dichiara: «Dopo una settimana particolare, siamo riusciti a sfoderare una prestazione all’altezza della capolista. Sono dispiaciuto per il clima difficile per i ragazzi e per la città, non per me, ci sono abituato. Ora ci attendono 7 gare più abbordabili che sono come 7 finali. Giocando come nelle nostre migliori giornate possiamo vincerle tutte e raggiungere la salvezza».
Per il presidente della Samb Franco Fedeli «di buono c’è solo il risultato, per il resto la squadra non mi è piaciuta per niente». Per l’ex, Ottavio Palladini, allenatore della Samb «giocare al Fadini è sempre difficile, il campo stretto penalizza la squadra più tecnica. Devo fare i complimenti al Giulianova: ha dimostrato di essere squadra viva con una buona struttura di gioco».
Ludovico Raimondi
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